Regolamento di Polizia Urbana, rotatoria Forlanini/Marchesetti e lo(n)ghi

E’ cominciata e prosegue oggi in Aula la discussione sul nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Nella prima seduta ci siamo confrontati sulle impostazioni di fondo del Regolamento e su alcuni aspetti particolarmente eclatanti: al link seguente il mio intervento. Ancora non sappiamo se e quali emendamenti verranno approvati, i nostri li trovate qui: primo gruppo e secondo gruppo.

Passando a temi diversi, la scorsa settimana ho presentato una mozione per l’istituzione di una rotatoria tra via Marchesetti e via Forlanini: si tratta dell’unica rotatoria fatta in senso orario, il che causa non pochi problemi di visibilità e di sicurezza, e l’incrocio sarà sempre più importante man mano che si avvicinano i lavori per il nuovo ospedale.

Nei giorni scorsi sono intervenuto sul concorso del Comune per individuare un claim, un marchio-logotipo e una breve clip-audiovisiva da utilizzare in chiave turistica. Una bella cosa ad effetto per coinvolgere i cittadini nella promozione della città in cambio di…un tablet? Forse a qualcuno potrà anche sembrare così, secondo me invece la strada è assolutamente sbagliata per almeno due motivi: 1) claim, brand e breve clip sono strumenti fondamentali per lo sviluppo turistico, e proprio per questo affidarli a persone senza richiedere adeguate competenze e professionalità è un controsenso, nel momento in cui l’intenzione dell’Assessore (che condivido!) è quella di puntare con decisione sul turismo; 2) prevedere come forma di “retribuzione” un tablet è indicativo di scarsa considerazione delle competenze di chi si occupa di comunicazione, grafica e design per professione. E ce ne sono tanti e di valore pure a Trieste! Non sono contrario ai giochi, ma lo sviluppo e il futuro della città non lo sono né lo è il lavoro delle persone…

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Canoni ATER, proroga ISEE e distributori di metano

In questi mesi, oltre ad opporci ad alcuni dei provvedimenti e dei proclami della nuova amministrazione, stiamo cercando di portare avanti proposte costruttive per la città e i cittadini. Lo facciamo attraverso mozioni, e spiace che per due di queste, la scorsa settimana, non sia stato concesso di discuterle con urgenza: una riguardava la questione dei canoni ATER (la maggioranza non ha concesso l’urgenza alla nostra mozione salvo poi concederla a mozione su analogo tema proposta da loro lunedì), l’altra una richiesta di proroga di alcune scadenze per la presentazione dell’ISEE.

In particolare, la mancata concessione dell’urgenza a quest’ultima mozione è stata un’occasione persa per rispondere tempestivamente ad un problema che ha trovato ampio risalto sul quotidiano locale e che tocca il problema dei tanti cittadini che per accedere ai servizi comunali devono presentare il modello ISEE. La scadenza del 30 aprile per presentare la dichiarazione connessa alla preiscrizione ai nidi, ad esempio, è già strettissima considerando le liste d’attesa dei Caf, che nello stesso periodo saranno in piena campagna fiscale per le dichiarazioni dei redditi. Ricordo anche che dalla presentazione dei documenti al Caf decorrono altri 15 giorni perché la pratica venga finalizzata dall’Inps. È facile prevedere come tra qualche settimana l’amministrazione comunale si troverà a dover intervenire in emergenza ad un problema che avremmo potuto affrontare per tempo.

Dispiace anche constatare, nell’ultima seduta di Consiglio, l’inspiegabile bocciatura di una mozione che avevo presentato e che voleva semplicemente sostenere un percorso per mettere i cittadini nelle condizioni di avere un’opzione – quella del metano – più pulita della benzina e più economica dell’energia elettrica. Il nostro territorio è oggi privo di distributori di metano, e se è vero che il costo relativamente contenuto della benzina agevolata è un deterrente, non per questo non è opportuno che la politica sostenga questo percorso. Ricordo, giusto per dare una cifra, che in Veneto ci sono 120 distributori di metano, in Friuli Venezia Giulia 4…


La cultura a Trieste secondo Rossi

Nell’ultima seduta della V Commissione l’Assessore Rossi ha fatto una panoramica su intenzioni e progetti per l’area cultura.

Ha parlato di riordino della rete museale anche alla luce della nuova normativa regionale, che prevede la classificazione dei musei nell’ottica di interventi futuri. In particolare, ha parlato di una riorganizzazione degli orari in base ai numeri del museo (i più visitati saranno aperti ogni giorno dalle 10 alle 19, i meno visitati saranno aperti dal giovedì alla domenica) e al periodo (inverno/estate), con copertura da parte dei dipendenti comunali per gli orari corrispondenti a quelli del Comune e da parte di cooperative per il resto.

Ha proseguito con la volontà di valorizzare San Giusto, con la partecipazione attiva dei giovani in laboratori e attività varie (non è chiarissimo come e dove), oltre a Triestestate giovani, che prevederà 20-25 iniziative all’ex ristorante della Bottega del Vino e sui bastioni del Castello di San Giusto. Nel piazzale delle Milizie dovrebbero essere realizzate, sempre d’estate, anche 10-12 iniziative di carattere operistico con un palco e una platea da mille posti, in collaborazione con Verdi e Rossetti.

Al Salone degli Incanti Rossi prevedi di realizzare due “grandi” mostre in compartecipazione (una è quella di Sgarbi, di cui ho chiesto i costi senza però ottener risposta), con il Comune che metterà a disposizione spazio/guardiania/utenze a fronte di un privato che porti contenuti e allestimento, condividendo quindi il rischio d’impresa.

Sul marketing, Rossi ha citato la convenzione stipulata con il Palamanova Outlet Village e il progetto di rendere la Sala ex Aiat un infopoint dedicato a cultura, giovani e turismo.

Per quanto riguarda il Porto Vecchio, Rossi ha detto che è in attesa di comunicazione da parte del Ministero su come ripartire i 50 milioni assegnati. È personalmente contrario allo spostamento al Magazzino 26 dell’ICGEB, ma qualora ciò fosse richiesto dal Ministero non si opporrebbe. Conta di investire 24 milioni di Euro per la realizzazione del nuovo Museo del Mare.

Da parte mia, ho sottolineato che alcuni degli interventi indicati sono condivisibili, in particolare la valorizzazione del Castello di San Giusto e le intenzioni di dare spazio ai giovani: quello che non è chiaro però, oltre a tutta una serie di dettagli, è con quali risorse l’assessore intende farlo e quali sono le iniziative prioritarie in termini di costi e tempistiche, quali quindi le scelte politiche. Per quanto riguarda i musei, a mio avviso andrebbero in primis valorizzate le competenze dei tanti dipendenti comunali che hanno titoli e pubblicazioni in campo storico, artistico e culturale (ricordo ancora l’errore dello spostamento dello storico dell’arte Lorber in Risiera quando si potevano trovare altri dipendenti con competenze specifiche per quel ruolo) e qualora non ci fossero andrebbero ricercate all’esterno. Per quanto riguarda le “grandi” mostre, tenere aperto il Salone degli Incanti è di per sé costoso e Trieste è svantaggiata rispetto ad altre città dal punto di vista dei collegamenti, meglio quindi continuare a valorizzare le specificità del nostro patrimonio artistico e culturale, magari cercando risorse private con realtà come Eataly, situato proprio lì di fronte. Inoltre, mi pare grave aver restituito ai privati la parte di archivi del Lloyd Triestino da loro prestata per la mostra dopo la sua chiusura, come abbiamo appreso nel corso della commissione: sarebbe stato utile e importante trovare accordi per mantenerli, per non disperdere il gran lavoro fatto e per farne uno dei nuclei del nuovo Museo del Mare o del Museo della Città. Infine, sul marketing ho suggerito, tra le altre cose, di rilanciare la piattaforma http://join.trieste.it/.

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inaugurazione della mostra “Lloyd – Le navi di Trieste nel mondo”


Protocollo con AcegasApsAmga per le riasfaltature a seguito di lavori

Avete presente quelle volte in cui per sostituire o intervenire su tubature, cavi, fibre,ecc. vengono fatti degli scavi su una strada (magari da poco riasfaltata) che vengono successivamente coperti solo nel punto interessato dallo scavo, con conseguenti differenze di livello e giunture pericolose?

Stamattina in Terza Commissione abbiamo discusso una mozione che ho presentato per verificare la possibilità di sottoscrivere un protocollo con AcegasApsAmga che preveda la riasfaltatura dell’intera carreggiata nel tratto interessato da lavori eseguiti per necessità che riguardino la sua rete (attualmente ciò è previsto solo per strade di recente riasfaltatura).

Perché solo AcegasApsAmga? Perché è meglio iniziare la verifica di possibilità operative con una società partecipata dal Comune. Nulla vieta, poi, di allargare il discorso anche agli altri operatori privati.

Perché non calendarizzare meglio ed evitare, ad esempio, che gli operatori intervengano su strade di recente riasfaltatura? Perché la normativa consente ai privati, qualora ne abbiano bisogno con urgenza, di intervenire.

Ci è stato spiegato come già si cerchi, con gli strumenti a disposizione e con il buon senso, il maggior coordinamento possibile, con la mozione chiedo sostanzialmente di aggiungere uno strumento che possa essere utile e replicabile anche su altre situazioni.

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Unioni civili e una maggioranza a metà

La seduta del Consiglio Comunale di ieri era cominciata con dei buoni segnali: rispondendo a una domanda di attualità, Dipiazza aveva annunciato che il Comune rispetterà la sentenza del TAR della Lombardia – sezione di Brescia e concederà la sala matrimoni anche per le unioni civili. Lo farà, ha detto il sindaco, per “continuare ad avere la fedina pulita”, lo farà – dico io – pure per evitare di incorrere in danno erariale visto che ricorsi da parte di altre coppie avrebbero molte chance di successo dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa. Pur con tutte queste considerazioni, la sostanza della dichiarazione di Dipiazza era che finalmente almeno si adeguava alla legge e andava in parte a sanare il pessimo atteggiamento tenuto fin qui.

Altro bel segnale il voto con cui il Comune si impegna a riposizionare sulla homepage di retecivica il banner “veritàperGiulioRegeni” e a partecipare alla manifestazione indetta da Amnesty International ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni: il sì è arrivato da opposizione e buona parte della maggioranza, peccato che Lega e Fratelli d’Italia non abbiano voluto partecipare al voto.

Purtroppo le cose sono ri-precipitate quando, in chiusura di seduta, la Lega ha ritenuto urgente ribadire – con la mozione che riporto nella foto qui sotto – la propria contrarietà alla legge Cirinnà (da altri definita pure atto illegittimo che non prevede la possibilità dell’obiezione di coscienza…) e sottolineare ancora una volta la propria volontà di mantenere ben distinto il trattamento tra matrimoni e unioni civili, di fatto andando a vanificare parte dell’apertura del sindaco. Come altre forze politiche – tra cui pure Forza Italia e Lista Dipiazza – abbiamo ritenuto di abbandonare l’aula per una mozione che andava a riaprire con una certa cattiveria una questione che sembrava poter risolversi vista la dichiarazione di Dipiazza in apertura. Lo abbiamo fatto in tempo per evitare di sentirci l’ennesimo sproloquio di un noto consigliere leghista che si è prodotto in un’altra uscita offensiva e inqualificabile, prima che il vice(?)sindaco facesse propria una mozione che di fatto ribaltava il senso di quanto detto dal sindaco.

A quel punto in Aula c’erano solo Lega e Fratelli d’Italia: un segnale? La speranza che ci sia una parte di maggioranza con cui potersi confrontare? Se sì, quale delle due avrà la meglio?

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L’uso del metano e..il guai-fi

Nei giorni scorsi è stata discussa in Terza Commissione la mozione per incentivare l’uso del metano come combustibile: l’ho presentata per riportare l’attenzione (ne avevano già parlato le ex colleghe Lepore e Cimolino) sull’opportunità di rendere accessibile un tipo di carburante che va in direzione di una maggior sostenibilità ambientale (minori emissioni) e di un risparmio economico per gli utenti. Questo va fatto con un confronto tra enti pubblici e investitori privati, anche perché in FVG ci sono solo 4 distributori, nessuno dei quali in provincia di Trieste, laddove nel vicino Veneto ce ne sono oltre 120. È vero che qui c’è la concorrenza della vicina Slovenia, ma ciò non toglie che sia utile ragionarci su: l’alternativa dell’auto elettrica è sicuramente quella su cui puntare sul lungo termine, ma attualmente per costi e tecnologia (autonomia) non sono sufficientemente vantaggiosi. Nel frattempo, quindi, perché non il metano?

Nella stessa seduta della commissione si è cominciato a parlato pure della mozione con cui la Lega chiede a Trieste Trasporti di fare dietrofront sul wi-fi sugli autobus. Una mozione presentata dalla Lega come “tecnica” – cosa che già hanno cercato di fare quando hanno chiesto, pochi giorni fa, lo sfratto della Casa delle Culture – è in realtà l’ennesima sortita strumentale e politica: nella mozione si fa esplicito riferimento, nelle premesse, al rischio che gli immigrati occuperebbero in massa gli autobus per fruire del wi-fi, impedendo agli altri utenti del trasporto pubblico di sedersi. Se anche non ritenessi ridicola e/o offensiva quest’ipotesi – ripresa pure dalla stampa nazionale, che l’ha ribattezzata “guai-fi” – non è che se ritieni che un servizio possa essere utilizzato in maniera impropria non lo offri a nessuno: al contrario, ti adoperi per far sì che venga utilizzato in maniera corretta (magari a tempo, come già avviene per Triestefreespots) e senza che ciò penalizzi la fruizione del trasporto pubblico da parte degli altri utenti. Ma comunque, ripeto, mi sembra semplicemente l’ultima di una serie di uscite tra il pietoso/folcloristico e il pericoloso, nel senso che più di qualche forza politica continua a dipingere “l’altro” come il nemico…ma proposte concrete per la città proprio no?


Migranti e integrazione

Oggi Il Piccolo ha pubblicato un mio intervento su migranti e integrazione. Lo riporto qui sotto.

È ormai sempre più frequente, a livello locale e nazionale, che il dibattito politico venga indirizzato sulle posizioni in merito al tema dei migranti. Voler dare centralità a questo tema nei modi e nei toni con cui è stato fatto finora è dannoso per almeno due motivi.

Il primo è che gli interventi “contro l’accoglienza”, quando sono fatti nelle città e nei territori in cui le forze di destra sono al governo, finiscono per nascondere la mancanza di proposte organiche di sviluppo per quegli stessi territori: qui ne abbiamo un esempio, da un lato con la natura episodica e non strutturale di interventi “contro” chi non è triestino o italiano – che nulla risolve dei problemi di convivenza tra “autoctoni” (il virgolettato è d’obbligo per una popolazione in cui sono ben pochi quelli che possono dire di avere tutti e quattro i nonni triestini) e stranieri; dall’altro lato, in questi primi sei mesi di amministrazione della destra, abbiamo visto ben poche iniziative che riguardino proposte per la nostra città, in particolar modo per chi anagraficamente si trova di fronte ad un bivio: posso costruire qui un futuro e un progetto di vita o è meglio che me ne vada? Tra proclami e ordinanze, si potrebbe leggere quest’insistenza della destra sul tema dei migranti come una precisa intenzione di eludere il dibattito sulle strategie per i prossimi anni in campo economico, sociale e culturale.

Il secondo motivo per cui il tema dei migranti non può ridursi alla polarizzazione di due posizioni è che questo rischia di minare ulteriormente quella coesione sociale che già oggi vacilla pesantemente, vittima dell’alimentazione sconsiderata di un quadro in cui “noi” veniamo contrapposti a “gli altri”. A peggiorare il tutto, il “noi” di oggi è il “noi” di tante vittime di una crisi economica che è andata a colpire una quantità e un tipo di persone fino a qualche anno fa inimmaginabili, e rispetto alla quale hanno facile presa i messaggi di chi cerca di metterci in competizione con lo straniero, che viene presentato come colui che arriva a minacciare il nostro stile di vita, le nostre tradizioni, il nostro posto di lavoro. La mia, qualcuno sosterrà, è una posizione buonista? Direi di no. Il risultato di un solco e di una contrapposizione maggiori tra “noi” e “gli altri” non possono che avere conseguenze negative da un punto di vista sociale ma anche economico, oltre a pericoli che è meglio non nominare. Il quadro internazionale dice chiaramente che gli arrivi, che siano di richiedenti asilo o di migranti economici, non termineranno, e che la situazione non può essere gestita come un’emergenza. Rientra, quindi, nelle responsabilità di chi ha un ruolo politico ma anche di chi ha senso civico, evitare che questo solco tra “noi” e “gli altri” diventi più grande di quello che già è. Che non significa che chi non rispetta le regole non debba essere punito, anzi bene ha fatto la Presidente della Regione a sottolinearlo e richiederlo con maggior chiarezza. E pure il problema della sicurezza va affrontato, ma nelle corrette prospettive, come espresso in questi giorni – seppur per aspetti diversi – anche da Papa Francesco e dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno.

Accanto a ciò però, è fondamentale lavorare per politiche di integrazione serie e strutturali: da questo punto di vista bene le misure regionali per impiegare i richiedenti asilo in attività di volontariato e di pubblica utilità e quelle per l’educazione civica, si tratta della giusta direzione da percorrere.

E necessario è anche non rinchiudere il dibattito politico nella contrapposizione su questo tema, ma riaprirlo sul futuro della città, che investe altri settori e che potrebbe, risolvendo i problemi economici di tanti, diminuire quella tensione che oggi avvertiamo qui e in tante altre parti del mondo.