Protocollo con AcegasApsAmga per le riasfaltature a seguito di lavori

Avete presente quelle volte in cui per sostituire o intervenire su tubature, cavi, fibre,ecc. vengono fatti degli scavi su una strada (magari da poco riasfaltata) che vengono successivamente coperti solo nel punto interessato dallo scavo, con conseguenti differenze di livello e giunture pericolose?

Stamattina in Terza Commissione abbiamo discusso una mozione che ho presentato per verificare la possibilità di sottoscrivere un protocollo con AcegasApsAmga che preveda la riasfaltatura dell’intera carreggiata nel tratto interessato da lavori eseguiti per necessità che riguardino la sua rete (attualmente ciò è previsto solo per strade di recente riasfaltatura).

Perché solo AcegasApsAmga? Perché è meglio iniziare la verifica di possibilità operative con una società partecipata dal Comune. Nulla vieta, poi, di allargare il discorso anche agli altri operatori privati.

Perché non calendarizzare meglio ed evitare, ad esempio, che gli operatori intervengano su strade di recente riasfaltatura? Perché la normativa consente ai privati, qualora ne abbiano bisogno con urgenza, di intervenire.

Ci è stato spiegato come già si cerchi, con gli strumenti a disposizione e con il buon senso, il maggior coordinamento possibile, con la mozione chiedo sostanzialmente di aggiungere uno strumento che possa essere utile e replicabile anche su altre situazioni.

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Unioni civili e una maggioranza a metà

La seduta del Consiglio Comunale di ieri era cominciata con dei buoni segnali: rispondendo a una domanda di attualità, Dipiazza aveva annunciato che il Comune rispetterà la sentenza del TAR della Lombardia – sezione di Brescia e concederà la sala matrimoni anche per le unioni civili. Lo farà, ha detto il sindaco, per “continuare ad avere la fedina pulita”, lo farà – dico io – pure per evitare di incorrere in danno erariale visto che ricorsi da parte di altre coppie avrebbero molte chance di successo dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa. Pur con tutte queste considerazioni, la sostanza della dichiarazione di Dipiazza era che finalmente almeno si adeguava alla legge e andava in parte a sanare il pessimo atteggiamento tenuto fin qui.

Altro bel segnale il voto con cui il Comune si impegna a riposizionare sulla homepage di retecivica il banner “veritàperGiulioRegeni” e a partecipare alla manifestazione indetta da Amnesty International ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni: il sì è arrivato da opposizione e buona parte della maggioranza, peccato che Lega e Fratelli d’Italia non abbiano voluto partecipare al voto.

Purtroppo le cose sono ri-precipitate quando, in chiusura di seduta, la Lega ha ritenuto urgente ribadire – con la mozione che riporto nella foto qui sotto – la propria contrarietà alla legge Cirinnà (da altri definita pure atto illegittimo che non prevede la possibilità dell’obiezione di coscienza…) e sottolineare ancora una volta la propria volontà di mantenere ben distinto il trattamento tra matrimoni e unioni civili, di fatto andando a vanificare parte dell’apertura del sindaco. Come altre forze politiche – tra cui pure Forza Italia e Lista Dipiazza – abbiamo ritenuto di abbandonare l’aula per una mozione che andava a riaprire con una certa cattiveria una questione che sembrava poter risolversi vista la dichiarazione di Dipiazza in apertura. Lo abbiamo fatto in tempo per evitare di sentirci l’ennesimo sproloquio di un noto consigliere leghista che si è prodotto in un’altra uscita offensiva e inqualificabile, prima che il vice(?)sindaco facesse propria una mozione che di fatto ribaltava il senso di quanto detto dal sindaco.

A quel punto in Aula c’erano solo Lega e Fratelli d’Italia: un segnale? La speranza che ci sia una parte di maggioranza con cui potersi confrontare? Se sì, quale delle due avrà la meglio?

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L’uso del metano e..il guai-fi

Nei giorni scorsi è stata discussa in Terza Commissione la mozione per incentivare l’uso del metano come combustibile: l’ho presentata per riportare l’attenzione (ne avevano già parlato le ex colleghe Lepore e Cimolino) sull’opportunità di rendere accessibile un tipo di carburante che va in direzione di una maggior sostenibilità ambientale (minori emissioni) e di un risparmio economico per gli utenti. Questo va fatto con un confronto tra enti pubblici e investitori privati, anche perché in FVG ci sono solo 4 distributori, nessuno dei quali in provincia di Trieste, laddove nel vicino Veneto ce ne sono oltre 120. È vero che qui c’è la concorrenza della vicina Slovenia, ma ciò non toglie che sia utile ragionarci su: l’alternativa dell’auto elettrica è sicuramente quella su cui puntare sul lungo termine, ma attualmente per costi e tecnologia (autonomia) non sono sufficientemente vantaggiosi. Nel frattempo, quindi, perché non il metano?

Nella stessa seduta della commissione si è cominciato a parlato pure della mozione con cui la Lega chiede a Trieste Trasporti di fare dietrofront sul wi-fi sugli autobus. Una mozione presentata dalla Lega come “tecnica” – cosa che già hanno cercato di fare quando hanno chiesto, pochi giorni fa, lo sfratto della Casa delle Culture – è in realtà l’ennesima sortita strumentale e politica: nella mozione si fa esplicito riferimento, nelle premesse, al rischio che gli immigrati occuperebbero in massa gli autobus per fruire del wi-fi, impedendo agli altri utenti del trasporto pubblico di sedersi. Se anche non ritenessi ridicola e/o offensiva quest’ipotesi – ripresa pure dalla stampa nazionale, che l’ha ribattezzata “guai-fi” – non è che se ritieni che un servizio possa essere utilizzato in maniera impropria non lo offri a nessuno: al contrario, ti adoperi per far sì che venga utilizzato in maniera corretta (magari a tempo, come già avviene per Triestefreespots) e senza che ciò penalizzi la fruizione del trasporto pubblico da parte degli altri utenti. Ma comunque, ripeto, mi sembra semplicemente l’ultima di una serie di uscite tra il pietoso/folcloristico e il pericoloso, nel senso che più di qualche forza politica continua a dipingere “l’altro” come il nemico…ma proposte concrete per la città proprio no?


Migranti e integrazione

Oggi Il Piccolo ha pubblicato un mio intervento su migranti e integrazione. Lo riporto qui sotto.

È ormai sempre più frequente, a livello locale e nazionale, che il dibattito politico venga indirizzato sulle posizioni in merito al tema dei migranti. Voler dare centralità a questo tema nei modi e nei toni con cui è stato fatto finora è dannoso per almeno due motivi.

Il primo è che gli interventi “contro l’accoglienza”, quando sono fatti nelle città e nei territori in cui le forze di destra sono al governo, finiscono per nascondere la mancanza di proposte organiche di sviluppo per quegli stessi territori: qui ne abbiamo un esempio, da un lato con la natura episodica e non strutturale di interventi “contro” chi non è triestino o italiano – che nulla risolve dei problemi di convivenza tra “autoctoni” (il virgolettato è d’obbligo per una popolazione in cui sono ben pochi quelli che possono dire di avere tutti e quattro i nonni triestini) e stranieri; dall’altro lato, in questi primi sei mesi di amministrazione della destra, abbiamo visto ben poche iniziative che riguardino proposte per la nostra città, in particolar modo per chi anagraficamente si trova di fronte ad un bivio: posso costruire qui un futuro e un progetto di vita o è meglio che me ne vada? Tra proclami e ordinanze, si potrebbe leggere quest’insistenza della destra sul tema dei migranti come una precisa intenzione di eludere il dibattito sulle strategie per i prossimi anni in campo economico, sociale e culturale.

Il secondo motivo per cui il tema dei migranti non può ridursi alla polarizzazione di due posizioni è che questo rischia di minare ulteriormente quella coesione sociale che già oggi vacilla pesantemente, vittima dell’alimentazione sconsiderata di un quadro in cui “noi” veniamo contrapposti a “gli altri”. A peggiorare il tutto, il “noi” di oggi è il “noi” di tante vittime di una crisi economica che è andata a colpire una quantità e un tipo di persone fino a qualche anno fa inimmaginabili, e rispetto alla quale hanno facile presa i messaggi di chi cerca di metterci in competizione con lo straniero, che viene presentato come colui che arriva a minacciare il nostro stile di vita, le nostre tradizioni, il nostro posto di lavoro. La mia, qualcuno sosterrà, è una posizione buonista? Direi di no. Il risultato di un solco e di una contrapposizione maggiori tra “noi” e “gli altri” non possono che avere conseguenze negative da un punto di vista sociale ma anche economico, oltre a pericoli che è meglio non nominare. Il quadro internazionale dice chiaramente che gli arrivi, che siano di richiedenti asilo o di migranti economici, non termineranno, e che la situazione non può essere gestita come un’emergenza. Rientra, quindi, nelle responsabilità di chi ha un ruolo politico ma anche di chi ha senso civico, evitare che questo solco tra “noi” e “gli altri” diventi più grande di quello che già è. Che non significa che chi non rispetta le regole non debba essere punito, anzi bene ha fatto la Presidente della Regione a sottolinearlo e richiederlo con maggior chiarezza. E pure il problema della sicurezza va affrontato, ma nelle corrette prospettive, come espresso in questi giorni – seppur per aspetti diversi – anche da Papa Francesco e dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno.

Accanto a ciò però, è fondamentale lavorare per politiche di integrazione serie e strutturali: da questo punto di vista bene le misure regionali per impiegare i richiedenti asilo in attività di volontariato e di pubblica utilità e quelle per l’educazione civica, si tratta della giusta direzione da percorrere.

E necessario è anche non rinchiudere il dibattito politico nella contrapposizione su questo tema, ma riaprirlo sul futuro della città, che investe altri settori e che potrebbe, risolvendo i problemi economici di tanti, diminuire quella tensione che oggi avvertiamo qui e in tante altre parti del mondo.


Dalla riflessione alle proposte, verso il 2017

È stato un anno difficile, ma è necessario rimettersi in moto, riconoscendo gli errori ma mantenendo fede ai valori in cui si crede. È quello che ho cercato di fare in questi ultimi mesi, portando avanti alcune proposte costruttive (in particolare per il turismo, per la cultura e per l’associazionismo) e prendendo, invece, posizione contro provvedimenti che ritenevo e ritengo sbagliati o impropri, provvedimenti che la giunta di destra ha preso quasi sempre “contro” qualcuno o qualcosa, anziché lavorare in positivo per il futuro della città.

Passando all’attività di dicembre in Consiglio e in Commissione, nei giorni precedenti la sospensione dei lavori, tra le cose che ho seguito in prima persona abbiamo trattato delle modifiche allo Statuto dell’UTI giuliana (tra le altre cose, si propone che la gestione della Polizia Locale passi dall’UTI al Comune di Trieste) e di una mozione, che ho sottoscritto, presentata dalla consigliera Famulari e riguardante la previsione di installare giochi inclusivi nelle aree gioco comunali.

I lavori riprenderanno il 9 gennaio, sto lavorando su alcune proposte: una di queste l’ho già depositata, riprende un lavoro già avviato dalle ex colleghe dello scorso mandato Lepore e Cimolino, e riguarda l’incentivo all’utilizzo di veicoli a metano, anche attraverso verifica e intervento sulla rete di distribuzione carburanti a Trieste. La trovate cliccando qui.


Riassorbimento dei lavoratori della Ferriera e Piano del turismo

Ieri in Consiglio Comunale assieme alla collega Antonella Grim abbiamo presentato una domanda d’attualità: con riferimento alle dichiarazioni in cui il Sindaco affermava che “il segretario generale del Comune ha già garantito che una parte degli occupati presso lo stabilimento siderurgico della Ferriera di Servola sarà riassorbito dalla macchina amministrativa comunale“, chiedevamo in base a quale norma ciò avverrà, quale sarebbe il numero di occupati che si garantisce di riassorbire attraverso tale procedura e in quale area dello stabilimento siderurgico della Ferriera di Servola sono attualmente occupati. Ci è stato risposto che la nostra è una posizione “ragionieristica”, ma in sostanza il Sindaco non ha detto come intende realizzare questa “garanzia” (già, ha detto così), parlando poi di 200 posti presso le “realtà manutentive” del Comune. Attraverso quale concorso? In base a cosa si assumono lavoratori di una ditta privata invece di un’altra o di disoccupati? Domande che rimangono senza risposta, e l’impressione dell’ennesima occasione in cui purtroppo questa giunta vende fumo su un problema delicato per la popolazione e per i lavoratori.

In Consiglio, l’Assessore Bucci ha presentato il piano del turismo abbozzato in una delibera-di-giunta approvata alla fine di ottobre. Ho riconosciuto che si tratta di un tentativo lodevole di mettere in un unico documento una serie di idee ed azioni e di dare la giusta dignità ad un settore-chiave per lo sviluppo della città, rilanciato con ottimi risultati dalla giunta Cosolini (nel periodo natalizio per il terzo anno consecutivo gli alberghi faranno registrare il sold out). Ho sottolineato, però, alcuni limiti: non sono chiari la strategia e il metodo con cui il Comune intende rapportarsi con gli altri soggetti pubblici e privati che si occupano di turismo, manca un ordine delle priorità – con indicazione di tempistiche e risorse necessarie – su cui intervenire, serpeggia una scarsa considerazione dei professionisti che in varia maniera hanno a che fare con il settore (emblematica in questo senso la scelta di puntare sugli studenti anziché su grafici di professione per la costruzione del logo della città), mancano del tutto riferimenti a Porto Vecchio e Castello di Miramare, che non è di diretta competenza del Comune ma rimane pur sempre la principale attrazione turistica della città. Per chi volesse approfondire, la scaletta del mio intervento – in cui ho anche chiesto lumi sulle intenzioni rispetto a Giro d’Italia, concerti a pagamento in Piazza Unità, Bavisela e Faro della Vittoria – è qui.

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Consulta della “famiglia” e audizione dell’Azienda Sanitaria

La settimana appena trascorsa è cominciata con la votazione sulla delibera che istituisce e regolamenta la Consulta della Famiglia: come PD abbiamo votato contro un organismo non al passo con i tempi e con le diverse realtà familiari, un organismo che rappresenta nell’intenzione e nell’interpretazione della destra che lo ha votato solo la famiglia “naturale”, finendo per smarrire, oltre al realismo e al rispetto di chi fa altre scelte, pure quella centralità della tutela dei figli che teoricamente era al centro delle funzioni previste dallo Statuto del Comune.

In Prima Commissione abbiamo audito i rappresentanti dell’Azienda Sanitaria in merito alla ricerca su “Indicatori di stress e inquinamento industriale” realizzata a Servola e – come campione di confronto – a Guardiella. La ricerca, commissionata da Azienda Sanitaria e Comune (amministrazione Cosolini), era già stata presentata alla stampa e in una precedente seduta della Commissione, alla quale erano stati invitati soltanto i rappresentati dell’Università. Nella sostanza, i rappresentanti dell’Azienda Sanitaria hanno ribadito, con riferimento a questa ricerca e a quella precedente (datata 2008), che i dati raccolti pur non essendo statisticamente rilevanti danno delle indicazioni sulla base delle quali è la politica – e cioè il Comune – che deve decidere se e come intervenire sulla Ferriera; hanno sottolineato di aver sempre (a quest’amministrazione, a quelle precedenti e alle precedenti ancora) puntualmente trasmesso i dati al Comune, e che a tali comunicazioni hanno fatto seguito le ordinanze. La palla, quindi, ora ce l’ha il Comune, e non ho potuto non reagire quando l’Assessore Comunale presente in Commissione ha affermato che il Comune non interviene finché non ha dati oggettivi… L’impressione che ho avuto è che siamo all’ennesimo episodio di scaricabarile di quest’amministrazione (che tanto si pregiava e si pregia di lavorare e di “fare”), dopo quelli del Mercato Ittico (ora la colpa del ritardo è dei fondi del CIPE, che devono essere impiegati per altro), dell’ordine in città (colpa della Prefettura che non manda l’esercito (!) ), dei rifiuti (colpa di Acegas): mercoledì in Commissione il tentativo mi pareva quello di scaricare la responsabilità del mancato intervento sulla Ferriera (ricordate i 100 giorni?) sull’Azienda Sanitaria. Insomma, fino al 19 giugno era colpa del Sindaco, ora è colpa dell’Azienda Sanitaria, non ho dubbi che con l’avvicinarsi del 2018 il colpevole diventerà la Serracchiani!

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