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Consigliere Comunale nel Partito Democratico

No al metanodotto e al rigassificatore, una sede per il Tram dei libri, l’uso di Piazza Unità

E’ passato più di un mese e le cose da dire sarebbero tante…

Prima le buone notizie: abbiamo presentato una mozione contro la realizzazione del metanodotto, strettamente connessa alla realizzazione del rigassificatore. Visto il tema, non abbiamo voluto farne strumento di bandiera, ma abbiamo chiesto e ottenuto la firma di tutti i capigruppo. Alla fine la mozione è stata votata all’unanimità e il Comune è intervenuto formalmente ad adiuvandum rispetto al ricorso già presentato dalla Regione, ribadendo così il NO della città al rigassificatore.

Altre cose vanno meno bene: giace ancora nel limbo la mozione che abbiamo presentato affinché il Comune si impegni formalmente a trovare una soluzione adeguata in termini di sede dove mantenere le funzioni di biblioteca e punto lettura svolte dal Tram dei libri. Dopo la richiesta di congelarla e il rifiuto di anticiparne la votazione c’è stato un ulteriore approfondimento sul tema in Commissione, nel corso del quale è stato sostanzialmente ribadito che per le esigenze di spazi del presidio della Polizia Locale gli spazi a disposizione del Tram dei libri verranno fortemente ridimensionati. Spero ancora ci sia un ripensamento…

Ho appena presentato, invece, un’interrogazione sui criteri per la concessione di piazza Unità. Non sono pregiudizialmente contrario ai mercatini in quella location, anche se sarei più dell’idea di lasciarla vuota o se proprio si vuole sperimentare per un anno riempirla del tutto… ad ogni modo il tema è appunto: in base a cosa la piazza viene concessa ed utilizzata? Dato che esiste una delibera ed esistono dei precedenti, ho presentato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione chiarezza: quali sono i criteri per cui sono state date delle risposte positive e negative? Tanto per fare un paio di esempi dei mesi passati, è stata concessa per una manifestazione politica contro la Ferriera ed è stata invece negata per una manifestazione per la pace del Comitato Danilo Dolci. Ho chiesto in quale atto si possono trovare i riferimenti e criteri di selezione delle domande, dato che la delibera attualmente in vigore dice che la piazza “può essere concessa per manifestazioni di alto carattere istituzionale e per grandi eventi culturali, oppure per eventi significativi (saggi di società sportive, partenze e arrivi di gara, manifestazioni) di breve durata”.

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foto di Luca Bressan

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Casette dell’acqua e aggiornamento su tesserino identificativo TriesteTrasporti

La settimana scorsa in commissione ho illustrato la mozione in cui chiedo – considerato il successo riscontrato dall’installazione delle “casette dell’acqua” in tre postazioni cittadine e considerato che queste sono diventate anche dei luoghi di socializzazione tra i numerosi utenti – di valutare, assieme all’Ente Gestore, la possibilità di collocare una “casetta dell’acqua” nei rioni che attualmente ne sono sprovvisti, in particolare quelli che hanno maggior carenza di spazi di ritrovo e di socializzazione all’aperto. Un esempio è San Luigi, nello spazio all’ingresso al Bosco Farneto in prossimità della via Chiadino: si tratta di uno spazio molto frequentato sia dai residenti della zona sia da altre persone che lo utilizzano per accedere al Parco, al tempo stesso si trova in un rione privo di una piazza o di un luogo di incontro, che potrebbe quindi beneficiare della collocazione di una casetta dell’acqua. Anche lo spazio ad Opicina in prossimità del centro civico potrebbe convenientemente ospitarne una, come altre zone dell’altipiano. Sono alcune possibilità, e mi ha fatto piacere constatare – oltre alla condivisione degli altri consiglieri – che l’Assessore abbia mostrato disponibilità di incorporare anche questi suggerimenti, oltre a quelli arrivati dalle Circoscrizioni, nel lavoro che sta portando avanti per poter installare, nel 2018, altre casette dell’acqua nello stesso territorio: un esperimento iniziato nel 2014 che si è rivelato buona pratica e che ha superato anche lo scetticismo di chi, al tempo, ne criticava la partenza.

Sempre la settimana scorsa, abbiamo anche approfondito il tema che avevamo sollevato con la mozione sul tesserino di Trieste Trasporti. Rimane la mia perplessità sul fatto che non venga più concessa l’opzione di esibire, anziché il tesserino identificativo, un documento di identità, come pure sulla decisione di chiedere un pagamento di 5 euro a chi richiede il tesserino online. Vediamo come andrà, adesso, la discussione della mozione in aula.

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nella foto, lo spazio all’ingresso del Bosco Farneto dove potrebbe trovare collocazione una casetta dell’acqua


Viabilità di Cattinara e tesserino identificativo di Trieste Trasporti

Si avvicina l’avvio dei lavori per una delle opere pubbliche più importanti degli ultimi decenni per il territorio triestino e regionale: la nuova cittadella della salute, con lo spostamento del Burlo a Cattinara che consentirà un più efficiente funzionamento delle due strutture ospedaliere. Lavori di dimensioni notevoli per ovvi motivi comporteranno un flusso veicolare importante che va ad aggiungersi a quello di dipendenti dell’ospedale e di utenti: fondamentale, quindi, che tutti gli enti coinvolti facciano la propria parte. Per questo come consigliere comunale ho ritenuto doveroso seguire con attenzione i passaggi che anticipano e accompagnano il cantiere in termini di viabilità: l’ASUITS nelle scorse settimane ha illustrato alcuni aspetti dell’operazione e gli uffici comunali stanno predisponendo gli accorgimenti del caso per quanto riguarda la strada di Fiume e la via Forlanini – rispondendo anche ad una mozione che avevo presentato per la realizzazione di una rotatoria tra via Forlanini e via Marchesetti. Un ulteriore fondamentale tassello sarà la realizzazione della strada che congiungerà il termine della via Valdoni, dove oggi si trova il parcheggio del polo cardiologico, e la via Alpi Giulie: a questo proposito ho presentato un’interrogazione per conoscere le tempistiche della sua realizzazione, tenuto anche conto che il Comune deve convocare la conferenza dei servizi a seguito della convenzione tra Comune e ANAS siglata alla fine di agosto. Conto che, per l’interesse della collettività, si coordinino al meglio la realizzazione dei lavori per la nuova cittadella della salute e la modifica della viabilità per una fruizione agevole da parte di dipendenti ed utenti dell’ospedale.

Passando ad un tema più “di dettaglio” ma pur sempre di impatto per i cittadini, dal primo settembre è entrato in vigore l’obbligo del tesserino identifico di Trieste Trasporti per tutti gli abbonamenti. Ho notato qualche incongruenza e incoerenza: l’informazione sull’obbligatorietà non è chiara né sulle tessere cartacee né sul sito internet di Trieste Trasporti, viene penalizzato chi richiede il tesserino online e la richiesta del tesserino viene fatta a tutti laddove la delibera regionale parla di obbligatorietà solo per gli abbonamenti annuali. Per questo motivo ho presentato ieri in commissione la mozione che ho scritto assieme al collega Marco Toncelli e mi ha fatto piacere che, in linea di massima, gli impegni contenuti nella mozione abbiano trovato un’ampia condivisione anche da parte delle altre forze politiche. Auspico, quindi, si possa ottenere qualcosa che migliori e incentivi la fruizione del già ottimo servizio di trasporto pubblico della nostra città.

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le norme di validità attualmente riportate dietro la tessera di abbonamento mensile alla rete di Trieste Trasporti: come si vede il tesserino è alternativo, e non sostitutivo, rispetto ad un valido documento d’identità


Cultura e “grandi” eventi

Il Piccolo ha ospitato nelle scorse settimane una serie di interventi su cultura e “grandi” eventi. Il 23 settembre il quotidiano ha ospitato la mia prospettiva: qui sotto il testo completo dell’intervento, che avevo ridotto per motivi di spazio ai fini della pubblicazione.

“Nei giorni scorsi Il Piccolo ha ospitato alcuni interessanti interventi sulla connessione tra la letteratura, la cultura, la città e il suo sviluppo. In particolare, si è partiti dall’ormai annosa questione del “grande evento”.

Ma cosa significa, davvero “grande evento”? A cosa si riferisce l’aggettivo “grande”? Se si riferisce al richiamo di pubblico, Trieste negli ultimi anni di grandi eventi culturali ne ha avuti più di uno: i concerti di Bruce Springsteen e Pearl Jam allo stadio, ma pure quelli di Green Day e Iron Maiden in Piazza Unità, sono stati in grado di attrarre nella nostra città decine di migliaia di persone (per quanto riguarda gli Iron Maiden anche un pezzo del nuovo DVD è stato registrato a Trieste, come ripreso da varie testate), venute qui per con il preciso scopo di assistere alla performance della band di turno. Ciò ha significato indotto per il settore ricettivo, per quello della ristorazione, per gli esercizi commerciali. Difficile pensare, pure in termini di sostenibilità del budget, ad occasioni simili in cui il privato si accolla il rischio d’impresa e gli enti locali collaborano in termini di logistica e di agevolazioni – penso ad esempio alla formula Music&Live messa in campo dalla Regione, con la possibilità di prenotare camere d’albergo in regione ed ottenere in cambio l’accesso gratuito ad un concerto. E spiace pure constatare che la strada dei grandi concerti rock non verrà percorsa – a meno di sorprese – dall’attuale amministrazione comunale: è vero che le normative sulla sicurezza rendono tutto più difficile e oneroso, ma questo vale a Trieste come in qualsiasi altra città italiana. Suona un po’ come un allenatore che giustifica la brutta prestazione della propria squadra perché il campo era pesante: non lo era, forse, anche per la squadra avversaria?

Di grandi eventi culturali Trieste ne ha anche altri: da quelli che durano tutto l’anno come le stagioni teatrali – di pubblico da fuori città per i musical o per l’opera, solo per fare due esempi, ne arriva eccome – a quelli concentrati nel tempo come i festival del cinema di livello internazionale. Quello che servirebbe, semmai, sarebbe un più efficace raccordo con il tessuto economico cittadino e con il comparto del turismo: così potrebbero crescere ancora e il territorio potrebbe beneficiare maggiormente di quelli che di fatto sono nomi, contenuti culturali, manifestazioni che già esistono ed hanno un proprio budget, anziché partire da zero e mettersi faticosamente a cercare risorse per qualcosa di diverso.

Anche se si vuol parlare realisticamente di un grande evento di carattere letterario, sarebbe opportuno partire dall’esistente e sistematizzarlo: da ciò che celebra ed approfondisce una tradizione letteraria con pochi rivali in termini di “densità” (penso ai musei dedicati a Svevo e Joyce ma pure ai caffé storici e agli itinerari letterari) a quelle che sono possibili intersezioni con l’attualità e con l’impresa (editoria ma pure strutture e infrastrutture del turismo, per non parlare di possibili incroci con altre discipline). Servirebbe, in altre parole, una “regia” in grado di mettere assieme pubblico e privato: altrove si è capaci di tradurre in turismo anche di massa capitale e fermento culturale di molto inferiori. È una sfida che può portare molto alla nostra città.”

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Mozioni e interrogazioni “estive”

Sono passati diversi mesi dall’ultimo post: di mezzo c’è stata l’approvazione di un bilancio senza che nessun emendamento del Consiglio venisse approvato, la ratifica di un assestamento di bilancio senza la possibilità di presentare emendamenti, la non-risposta alla stragrande maggioranza delle interrogazioni presentate dall’opposizione. Non un bel clima, insomma, a prescindere da come uno si posizioni politicamente. In mezzo, pure le assurde modifiche al Regolamento “movida” che puniscono tutti gli esercenti e non risolvono i problemi dei residenti.

Per quanto riguarda la mia attività in Consiglio, ho presentato una mozione per la salvaguardia e la valorizzazione della pasticceria Pirona, interrogazioni sul mercato di Piazza Sant’Antonio e sulla decisione di non concedere più Piazza Goldoni per il mercato organizzato da Campagna Amica, un’interrogazione sulla viabilità a Cattinara in vista della partenza del cantiere per il nuovo polo ospedaliero. Di recente, assieme ai colleghi del centrosinistra abbiamo presentato una richiesta di Consiglio Comunale straordinario sul Teatro Verdi alla luce della riduzione dei finanziamenti ministeriali. I testi dei vari documenti li trovate come sempre nella pagina “Documenti presentati”.

A brevissimo per aggiornamenti!

 


Sopralluogo al cimitero di Servola

Oggi su richiesta mia e di altri consiglieri la IV Commissione si è recata in sopralluogo al cimitero di Servola. In particolare, la richiesta di sopralluogo nasceva dalla segnalazione di alcuni cittadini che evidenziavano il pericolo di crollo del muraglione che delimita il cimitero (realizzato in discesa) nella parte bassa e dopo il quale c’è una scarpata. Ciò causerebbe uno smottamento e lo scivolamento a valle del terreno, con tutto ciò che ne conseguirebbe. Al termine della commissione i tecnici comunali, d’intesa con quelli di Acegas, si sono impegnati a liberare dalla vegetazione il muro in modo da poter valutare in maniera oggettiva la situazione. Ho anche sollevato, in generale, l’opportunità di una miglior manutenzione del cimitero, luogo di riposo e rispetto ma anche di vera e propria memoria storica del rione, e dei vialetti.

In Consiglio Comunale, nelle ultime settimane, praticamente zero delibere e solo mozioni. Tra queste, alla fine è passata (l’esito della votazione lo trovate qui) quella che – accolto un emendamento – impegna il Sindaco ad attivarsi presso gli Enti preposti per intitolare a Maria Teresa d’Austria il Canal Grande oppure alternativamente – sentite le associazioni firmatarie dell’appello per l’intitolazione, cui la mozione andava in supporto – un sito di pari importanza storica e culturale.

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Niente affissioni gratuite per le ONLUS

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, il centrodestra ha votato contro la delibera da noi proposta per esentare le ONLUS dal pagamento dei diritti di affissione per iniziative culturali e sociali gratuite e aperte a tutta la cittadinanza da loro organizzate. Una clamorosa occasione persa dalla maggioranza ma soprattutto un vero peccato per le tante e meritevoli ONLUS presenti in città, che avrebbero potuto affiggere gratuitamente i manifesti relativi alle loro attività: in tal modo avrebbero potuto avere più risorse per l’organizzazione delle iniziative e tanti più cittadini avrebbero potuto conoscerle e frequentarle. L’attività delle ONLUS è preziosa, spesso complementare a quella degli enti pubblici in campo sociale culturale e per questo credo che dare visibilità fosse un modo semplice ed efficace per contribuire alla loro valorizzazione. Spiace anche constatare che qualche consigliere di maggioranza abbia voluto dare una lettura politica degli effetti della delibera – peraltro tirando fuori esempi sbagliati, ad esempio annoverando tra le ONLUS il Circolo Che Guevara che ONLUS non è… – quando le preziose attività dei soggetti in questione non hanno colore.

Nel corso della stessa seduta abbiamo chiesto venisse discussa con urgenza anche la nostra mozione che chiede l’apposizione di una targa in Canal Grande in occasione del 300esimo anniversario dalla nascita di Maria Teresa d’Austria, che ricorre dopodomani. Si tratterebbe di un’operazione senza costi o con costi irrisori che potrebbe contribuire a dare il giusto risalto ad una donna che ha fatto molto per la nostra città. Dopo aver concesso la discussione con urgenza, la maggioranza ha però deciso di chiudere la seduta prima della discussione delle due mozioni su Maria Teresa d’Austria, di fatto impedendo all’organo rappresentativo della città e dei cittadini di esprimere per tempo un eventuale gradimento per l’intitolazione. In realtà l’interruzione è arrivata perché all’interno della maggioranza ci sono divergenze d’opinione in materia, tra cui una posizione dal sapore ideologico e nazionalista che poco c’entra con quanto effettivamente fatto da Maria Teresa per Trieste.