Unioni civili e una maggioranza a metà

La seduta del Consiglio Comunale di ieri era cominciata con dei buoni segnali: rispondendo a una domanda di attualità, Dipiazza aveva annunciato che il Comune rispetterà la sentenza del TAR della Lombardia – sezione di Brescia e concederà la sala matrimoni anche per le unioni civili. Lo farà, ha detto il sindaco, per “continuare ad avere la fedina pulita”, lo farà – dico io – pure per evitare di incorrere in danno erariale visto che ricorsi da parte di altre coppie avrebbero molte chance di successo dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa. Pur con tutte queste considerazioni, la sostanza della dichiarazione di Dipiazza era che finalmente almeno si adeguava alla legge e andava in parte a sanare il pessimo atteggiamento tenuto fin qui.

Altro bel segnale il voto con cui il Comune si impegna a riposizionare sulla homepage di retecivica il banner “veritàperGiulioRegeni” e a partecipare alla manifestazione indetta da Amnesty International ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni: il sì è arrivato da opposizione e buona parte della maggioranza, peccato che Lega e Fratelli d’Italia non abbiano voluto partecipare al voto.

Purtroppo le cose sono ri-precipitate quando, in chiusura di seduta, la Lega ha ritenuto urgente ribadire – con la mozione che riporto nella foto qui sotto – la propria contrarietà alla legge Cirinnà (da altri definita pure atto illegittimo che non prevede la possibilità dell’obiezione di coscienza…) e sottolineare ancora una volta la propria volontà di mantenere ben distinto il trattamento tra matrimoni e unioni civili, di fatto andando a vanificare parte dell’apertura del sindaco. Come altre forze politiche – tra cui pure Forza Italia e Lista Dipiazza – abbiamo ritenuto di abbandonare l’aula per una mozione che andava a riaprire con una certa cattiveria una questione che sembrava poter risolversi vista la dichiarazione di Dipiazza in apertura. Lo abbiamo fatto in tempo per evitare di sentirci l’ennesimo sproloquio di un noto consigliere leghista che si è prodotto in un’altra uscita offensiva e inqualificabile, prima che il vice(?)sindaco facesse propria una mozione che di fatto ribaltava il senso di quanto detto dal sindaco.

A quel punto in Aula c’erano solo Lega e Fratelli d’Italia: un segnale? La speranza che ci sia una parte di maggioranza con cui potersi confrontare? Se sì, quale delle due avrà la meglio?

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Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

One response to “Unioni civili e una maggioranza a metà

  • Gabriella

    Ritengo che un metodo per valutare se una decisione sia giusta è che venga appoggiata dalla maggioranza,quindi i matrimoni siano fra etero o omo sono comunque legami soggetti a leggi da rispettare per entrambe le coppie e quindi è giusto che i matrimoni vengano celebrati nello stesso luogo,cioè nella sala del comune adetta.
    Che sia possibile un dialogo ed un azione comune con la destra moderata sono d’accordo,sicuramente sarà difficile che in questi parametri rientrino le frange estreme ed oltranziste,comunque è giusto che mantengano il loro spazio di espressione ,visto che siamo in democrazia,ma è anche giusto che ci si allei e si lotti onde evitare che prevalgano.

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