Il Burlo in Prima Commissione

Oggi in Prima Commissione Consiliare abbiamo avuto in audizione i vertici del Burlo Garofolo (dott. Scannapieco, dott. Ventura, dott. De Marini), dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.1 (dott. Delli Quadri) e il dott. Ruscio della Medicina di Laboratorio, cui ho chiesto di approfondire la questione del trasferimento dei laboratori e della redistribuzione di competenze: temi che toccano da vicino la cittadinanza, da qui la convocazione della Commissione con la pronta risposta degli ospiti.

Il dott. Scannapieco, direttore generale del Burlo Garofolo, ne ha sottolineato il ruolo nell’ambito della ricerca scientifica e di coordinamento regionale dell’area materno-infantile. Nel suo intervento, ha fornito rassicurazioni in merito alla preoccupazione, da parte dei cittadini, per la sicurezza dei pazienti del Burlo, e alla preoccupazione che i trasferimenti di alcune funzioni siano propedeutici ad un declassamento dell’Istituto. Ha spiegato come sia in atto, in ambito regionale, la realizzazione di una rete con l’obiettivo finale di velocizzare le cure e come il Burlo sia inserito in questa rete, ma al tempo stesso ne venga valorizzata la connotazione attinente alla ricerca. Passando al laboratorio, ha citato come parametro il numero di esami effettuati nel 2014, circa 310mila di cui il 69% interni e il 31% esterni rispetto ai circa 4 milioni complessivi dell’AAS n.1.

Assieme al dott. Ruscio, il dott. Scannapieco ha illustrato la proposta di revisione della gestione degli esami interni, che passa per la semplificazione tecnologica e una redistribuzione del personale con l’obiettivo di una migliore qualità del servizio. È stato sottolineato come in questo contesto il pannello delle urgenze e il servizio diurno rimangano inalterati, mentre alcune funzioni vengono centralizzate a Cattinara. Dal punto di vista del personale, ciò significa che dei 18 tecnici 10 vengono mantenuti agli esami, mentre 8 possono dedicarsi al lavoro di ricerca. Nell’ambito della redistribuzione delle funzioni, tutta l’allergologia passa al Burlo Garofolo dove viene centralizzata anche la diagnostica materno-infantile e l’attività del centro malattie sessualmente trasmesse. In generale, la riorganizzazione consente all’Istituto di dedicarsi alla diagnostica di alto livello su attività che non richiedono l’h24, e ciò significa evitare fughe extra-regione di pazienti e rilanciare l’attività specialistica.

Il dott. Delli Quadri ha ricordato come la nostra Regione abbia il tasso di mortalità infantile più basso al mondo dopo la Finlandia, e ciò sia possibile perché chi ha guidato la sanità nel corso degli anni lo ha sempre fatto tenendo sempre la barra dritta; accanto a ciò, c’è da considerare che la tecnologia è in continua crescita in ambito sanitario, e che l’obiettivo è quello di una maggiore sicurezza, qualità e velocità delle prestazioni: quarant’anni fa per un’operazione semplice si rimaneva ricoverati anche due settimane, oggi un paio di giorni. Per quanto riguarda gli esami più complessi, è naturale che possa rendersi necessario inviarli in altre sedi perché non tutte possono avere livelli di eccellenza in tutti i campi: già accade in tutti gli ospedali d’Italia che si effettuino degli invii anche in altri paesi d’Europa o oltre oceano in alcuni casi. Detto ciò, ha proseguito Delli Quadri, al momento non vi sono criticità, ed è stata data da parte dell’AAS la disponibilità e la richiesta a tornare a riferire in Commissione e alla cittadinanza quando il progetto sarà ulteriormente definito. Per quanto riguarda lo spostamento del Burlo a Cattinara, nasce proprio dall’esigenza di evitare che le persone debbano essere trasferite d’urgenza da una sede all’altra, con annessi rischi: quando le due strutture saranno adiacenti questo problema sarà risolto.

Il Sindaco ha ringraziato gli ospiti per la presenza e per le spiegazioni, ravvisando come siano legittime le preoccupazioni di cittadini che chiedono garanzie su temi che riguardano la salute, ma i medesimi temi vadano affrontati con la massima delicatezza dalla politica, che deve invece riconoscere le competenze, lasciar lavorare i professionisti ed approfondire prima di lanciare allarmi. Concetti ripresi anche dai consiglieri Grilli e Muzzi nei loro interventi, e che mi sento di condividere in piena: credo che oggi abbiamo avuto delle rassicurazioni da chi lavora sul campo e ha le professionalità per spiegare al meglio i cambiamenti che stiamo attraversando. Oltre a questo, anche una conferma del ruolo centrale che il Burlo Garofolo potrà continuare ad avere in virtù del concetto più volte ribadito dell’investimento sulla ricerca di alto livello.

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