D’Agostino in Consiglio Comunale: sdemanializzazione, punto franco, PRP e molto altro

Oggi, poco fa, è stato chiuso l’accordo per la perimetrazione delle aree del Porto Vecchio da sdemanializzare. Un altro importantissimo passo avanti, dopo che l’emendamento a firma del sen. Francesco Russo aveva sbloccato una situazione che pareva destinata a non cambiare mai…

Ma facciamo un passo indietro. Ieri è stato ospite in Consiglio Comunale il Commissario dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno D’Agostino. Nella sua relazione e nelle risposte agli interventi dei Consiglieri ha affrontato una serie di temi che riporto qui sotto, e lo ha fatto con dinamismo e competenza. Un’ottima impressione sembra averla fatta anche ad alcuni esponenti dell’opposizione, e speriamo che la strada che ha tracciato possa essere percorsa al meglio nei prossimi anni.

Sulla sdemanializzazione, anticipando il passaggio di oggi, ha sottolineato come finora l’interlocuzione con l’Agenzia del Demanio sia stata perfetta e si proceda anche più spediti del previsto verso gli accordi necessari. Collegato a questo discorso quello del punto franco, che – in seguito all’approvazione dell’emendamento Russo – dev’essere trasferito contestualmente alla sdemanializzazione, appunto. Dove? Lo diranno i privati, e qui sta un passaggio fondamentale nel ragionamento di D’Agostino: il punto franco è utile laddove consente di lavorare meglio ed avere dei vantaggi, ma ciò non vale in assoluto, piuttosto dipende dal tipo di attività esercitata dai privati. Privati ai quali per anni le potenzialità eventuali del punto franco non sono state presentate, come non sono state adeguatamente promosse a livello internazionale le potenzialità del porto di Trieste.

Sul Piano Regolatore Portuale, D’Agostino ha riferito come sia in questi giorni alle fasi conclusive l’approvazione da parte della Regione, poi sarà compito dell’Autorità Portuale portarlo a Roma. Al discorso del PRP è collegato quello del rigassificatore, nel senso che proprio lì trova ulteriori elementi oggettivi di contrarietà ed incompatibilità che saranno nuovamente portati all’attenzione del Ministero dell’Ambiente.

D’Agostino è entrato con chiarezza nel merito di una serie di altre tematiche: si è detto d’accordo con l’idea di un sistema portuale regionale, purché la guida sia dell’unico porto italiano di livello internazionale, cioè Trieste; ha sottolineato come la sinergia con Capodistria abbia senso soltanto se Trieste ha qualcosa da guadagnarci; si è detto contrario al progetto off shore di Venezia; sul tema dell’organizzazione del lavoro, ha sottolineato come una gestione migliore sia possibile soltanto spostando quanto più possibile nei retroporti, dove spazi e tempistiche hanno migliori margini.

Questo e molto altro, ma mi pareva giusto riportarne subito una sintesi, anche visti i rapidi sviluppi che sta avendo la situazione. Una volta tanto.

AreeSdemanializzazione

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