Street art, Salvatores, Tito e cantieri di lavoro

Nei giorni scorsi si è sviluppato un piccolo dibattito sui writers. L’idea di destinare uno spazio cittadino alla street art, ripresa da Nicolò Giraldi e in linea, del resto, con quanto già fanno diverse associazioni, mi pare buona. Vale la pena sottolineare come anche l’amministrazione comunale, in particolare l’Assessore Dapretto, assieme all’ATER – che in questa città detiene diversi immobili che potrebbero essere oggetto di intervento – stia lavorando proprio in questa direzione: in autunno è stato completato il murales gigante nel rione di Ponziana, e a bilancio sono stati messi ulteriori interventi nel sottopassaggio di piazza della Libertà. C’è una differenza, comunque, tra l’imbrattamento – che va sanzionato – e la street art: ecco, penso che da qui si potrebbe partire per realizzare anche in periferia qualcosa che prenda ad esempio situazioni come quella di Clarion Alley, meta a San Francisco di visitatori da tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’attività in Prima Commissione, si è parlato nell’ultima seduta di tre mozioni. Nella prima, che ho firmato assieme al consigliere Carmi, si richiede di dare il riconoscimento del sigillo trecentesco a Gabriele Salvatores, regista premio Oscar che ha girato ed ambientato a Trieste il suo ultimo film, “il ragazzo invisibile”. Nella seconda mozione, primo firmatario il consigliere Carmi, si invita il Presidente della Repubblica da poco eletto a far visita alla nostra città, dove nel 2015 gli anniversari di Prima e Seconda Guerra Mondiale rivestono un significato particolare. Nella terza, a firma dei consiglieri Rovis e Giacomelli, si impegna il Sindaco a chiedere al Presidente Mattarella di revocare l’onorificenza assegnata nel 1969 dall’allora Presidente della Repubblica Saragat a Josip Broz Tito. Tutte e tre le mozioni passano in Consiglio dove saranno votate.

Ho partecipato in qualità di sostituto anche alla seduta della Seconda Commissione nella quale l’Assessore Treu ha presentato l’esperienza dei “cantieri di lavoro”, un metodo innovativo sperimentato nel corso di tre mesi, nei quali dirigenti e dipendenti comunali si sono confrontati per mettere a punto progetti e processi per erogare al meglio i servizi al cittadino. Un metodo partecipativo destinato a proseguire, e a coinvolgere in qualche maniera anche ai cittadini, utenti dei servizi il cui miglioramento è fine ultimo dell’amministrazione.

ClarionAlley

Clarion Alley a San Francisco

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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