Case di riposo, trascrizione matrimoni all’estero tra persone dello stesso sesso, diritto del minore alla bigenitorialità

Titolo lunghissimo e post non proprio breve.

Abbiamo cominciato, in Prima Commissione, ad analizzare e discutere la bozza di regolamento regionale per le case di riposo. Cogliendo uno spunto del consigliere Menis, che in occasione di una visita della Commissione all’ITIS aveva chiesto di approfondire il tema degli standard delle case di riposo, abbiamo avuto come ospite di questa prima seduta dedicata alla questione il presidente regionale dell’UNEBA Dario Rinaldi. In particolare, Rinaldi ha sottolineato: come sia opportuno abolire l’attuale prima scheda di valutazione, troppo generica, ed utilizzare direttamente il sistema Valgraf, che consente una più accurata valutazione delle esigenze dell’anziano; come vada individuato un modello regionale per il rimborso degli oneri sanitari (attualmente vi sono disparità fra i territori); la necessità che i medici di medicina generale siano presenti anche presso le strutture protette. Più in generale, ha sottolineato come la direzione da perseguire sia quella di una maggiore domiciliarità.

Fra gli elementi emersi in sede di discussione, la sottolineatura di come il mantenimento delle rette delle case di riposo debba essere maggiormente a carico delle ASS, di come il minutaggio della presenza infermieristica più alto che si riscontra nelle strutture comunali (e più in generale, quello più alto delle strutture triestine rispetto alle strutture del resto della regione) vada esteso come standard anche alle altre strutture; alternativamente, proposta del consigliere Camber che l’assessore Famulari ha riconosciuto interessante nel principio, quella di prevedere delle premialità per chi offre minutaggi superiori.

In altra seduta della Commissione, abbiamo esaminato due mozioni. In una, primo firmatario il consigliere Menis, si auspica che il Sindaco o suo delegato possa trascrivere gli atti di matrimonio celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso residenti a Trieste e si chiede che il Parlamento disciplini diritti e doveri delle coppie di persone dello stesso sesso e delle famiglie omogenitoriali. Sul secondo punto, è emersa nella discussione una sostanziale condivisione, sul primo c’è chi ha condiviso l’auspicio e chi ha preferito evidenziarne la scarsa utilità finché la materia non viene disciplinata. Nell’altra mozione, primo firmatario il consigliere Giacomelli, si chiede di istituire il Registro Amministrativo per il Diritto del Minore alla Bigenitorialità. In buona sostanza, si chiede di coinvolgere entrambi i genitori, non solo quello affidatario, per quanto riguarda i doveri da assolvere o servizi di cui usufruire con riferimento al figlio minore in seguito alla separazione o al divorzio. Una proposta concettualmente condivisibile, che però – hanno sottolineato gli Uffici – scatenerebbe un effetto a catena al di là della sfera comunale e rispetto al quale è difficile, a caldo, valutare la possibile gestione. Approfondimento quando la mozione arriverà in aula.

Boyhood

immagine dal film “Boyhood” di Richard Linklater, 2014

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Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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