In Prima Commissione ATER e situazione abitativa

La settimana scorsa abbiamo avuto in audizione in Prima Commissione l’ATER, con cui abbiamo fatto il punto sulla situazione abitativa. Un problema delicato, che dev’essere affrontato anche nell’iter verso la nuova legge regionale sull’Edilizia Residenziale Pubblica, mantenendo attenzione per quelle che sono le specificità territoriali del Comune di Trieste. Per questo motivo è molto importante il mantenimento di un’azienda territoriale di Trieste.

L’amministratore unico Raffaele Leo e il direttore dell’ATER di Trieste Antonio Ius ci hanno portato una serie di dati significativi: il 42% delle persone in affitto a Trieste risiedono in appartamenti ATER; quasi il 50% è costituito da persone sole e negli ultimi anni c’è stato un aumento dell’utenza di fascia A (quella, cioè, a capacità economica molto bassa).

Per quanto riguarda lo stato degli alloggi, più dell’80% del patrimonio abitativo ha più di 50 anni, ed anche a causa di ciò i circa 600 alloggi sfitti lo sono perché necessitano di interventi manutentivi, in assenza dei quali non sono abitabili né assegnabili. A questo proposito, è stata presentata una richiesta al Ministero delle Infrastrutture per ottenere risorse per il recupero di questi alloggi, in base al Piano Casa (D.L.47).

L’ATER di Trieste assegna circa 250/300 alloggi l’anno con ordinario turnover, nonostante ciò rimane un 94% di domanda insoddisfatta. Per questo motivo ha chiesto l’inserimento, nella nuova legge regionale sull’ERP, di strumenti innovativi quale l’autorecupero (attualmente previsto per i soli proprietari) e la locazione da riscatto. Strumenti sui quali sta lavorando, in via sperimentale e per quanto di competenza, anche il Comune di Trieste con un progetto pilota di autorecupero, appunto.

È stato, poi, affrontato il tema degli sfratti per morosità. ATER ha chiarito come l’obiettivo sia di dotarsi uno strumento di sollecitazione, ma assolutamente non quello di mettere l’inquilino in strada, anche perché ciò significa in un onere per un altro ente pubblico. Per questo motivo, prima di procedere allo sfratto per morosità vengono percorse tutte le vie possibili con il Comune e l’ASS.

Si è chiuso della verifica della condizione reddituale di chi si rivolge all’ATER: prima di ogni nuova assegnazione la situazione del richiedente viene esaminata ad hoc, viene inoltre effettuata una verifica a campione sul 5% degli inquilini ATER in essere. In base ai dati raccolti, si stima attorno al 2% il numero di persone che dichiara intenzionalmente redditi falsi, negli altri casi si tratta di meri errori o dimenticanze.

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