Sburocratizzazione e Lavori Socialmente Utili

Ieri in Commissione I all’ordine del giorno due mozioni.

La prima, primo firmatario il Consigliere Rovis, chiede in sostanza di istituire una delega assessorile per il taglio della burocrazia. Tutti i membri della Commissione hanno concordato sul fatto che la sburocratizzazione sia un fine da perseguire, diverse però le perplessità sullo strumento della delega assessorile come miglior modo per risolvere il problema. Il Sindaco Cosolini ha sottolineato come sia necessario, invece, che il fine del taglio della burocrazia sia obiettivo trasversale, e come passi attraverso passaggi concreti quali la revisione dei regolamenti in direzione di una maggior leggibilità e di una maggior chiarezza, il potenziamento degli strumenti informativi a supporto, la definizione di contenuti più stringenti – soprattutto in termini di tempistiche – per quanto riguarda gli obiettivi dei PEG (Piano Esecutivo di Gestione) in base ai quali lavorano i dirigenti. Una posizione che mi trova d’accordo, pur apprezzando il fatto che Rovis abbia portato all’ordine del giorno il tema. Come esempio concreto, il Sindaco ha portato quello del prossimo Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, più corto, più snello e più semplice.

La seconda mozione all’ordine del giorno, primo firmatario il Consigliere Bertoli, impegna a valutare la possibilità di convertire, in casi di morosità dovuta a stati di indigenza da disoccupazione o mobilità, i pagamenti arretrati in lavori socialmente utili a favore dell’Amministrazione Comunale. Una sorta di banca del tempo, e anche in questo caso gli interventi dei Consiglieri denotavano un sostanziale interesse per provare a percorrere questa strada – che l’Assessore Montesano ha già cominciato ad esaminare con i suoi uffici – e a porre, piuttosto, questioni riguardanti sullo strumento. Personalmente mi sembrava particolarmente sensata la posizione del Consigliere Lobianco, di ragionare su società partecipate (es. Acegas) invece che sull’Amministrazione Comunale: in altre parole, di verificare la possibilità per una persona che si trovasse nell’impossibilità, ad esempio, di pagare delle bollette, di fornire un Lavoro Socialmente Utile nei servizi gestiti da Acegas. Aspetti tecnici la cui fattibilità verrà analizzata dagli uffici.

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