Carciotti e turismo

Palazzo Carciotti: che fare? I costi a carico di un ente pubblico per rimetterlo completamente a posto (a prescindere che ci si faccia, poi, un centro congressi, un museo o altro) già sarebbero altissimi di per sé, figuriamoci poi con i vincoli del patto di stabilità. E allora ecco che l’ipotesi, riportata ieri dal quotidiano locale, di un investimento privato che porti come risultato una struttura ricettiva da un lato e in il museo della città dall’altra potrebbe, forse, farci uscire da un impasse. La Presidente di Federalberghi ieri aveva dichiarato, ieri, sempre sul Piccolo, che di alberghi non c’è bisogno, ma semmai di un centro congressi. Sul primo fatto si può discutere, sul secondo possiamo anche essere d’accordo (con che risorse, però? E comunque sarebbe il caso di utilizzare meglio gli spazi della Stazione Marittima, nell’attesa…ma questa è un’altra storia). Il fattore più importante, però, tralasciato nell’articolo di ieri, è proprio che l’ipotetico investimento privato, oltre alla realizzazione di una struttura ricettiva, potrebbe portare anche a quella di un Museo della città che sicuramente sarebbe di utilità pubblica. E’ sempre più evidente la difficoltà, per il solo ente pubblico, di far fronte alle spese per la realizzazione di lavori di grandi dimensioni, quindi diventa sempre più necessario potenziare strumenti come il project financing come pure quello dell’autorecupero di spazi inutilizzati. Ma pure questa è un’altra storia. Intanto riporto di seguito la dichiarazione che ho inviato ieri al Piccolo e che oggi è riportata sul giornale. 

“La Presidente di  Federalberghi di Trieste boccia l’idea di un albergo al Carciotti preferendo la realizzazione di un Centro Congressi? Nel caso dell’albergo, però, si tratta di un investimento privato, di quelli che si cercano di questi tempi per superare crisi e fare sviluppo mentre il Centro Congressi andrebbe fatto con 25/30 milioni di soldi pubblici. Oltretutto nell’ottica dello sviluppo turistico della città sono utili nuove infrastrutture, nuovi servizi, più opportunità, senza parlare del fatto che  tutto ciò, inoltre, renderebbe possibile realizzare il Museo della Città ovvero un nuovo attrattore turistico. Sul discorso dell’offerta alberghiera, il turista ha bisogno di più
alternative, perché una catena internazionale promuove le sue varie destinazioni presso la propria clientela, basta vedere siti e riviste di Hilton, Radisson ecc. Il turismo a Trieste cresce ogni anno e quindi bisogna adeguare la capacità ricettiva per tempo, altrimenti il giorno in cui  fossimo inadeguati comincerebbe il declino, perché se un grande operatore del settore viene a investire in una piazza ha fatto i suoi conti sul potenziale di Trieste e le sue previsioni. Altrimenti Bruno Vesnaver a nome  dei ristoratori e i negozi di
alimentari di qualità avrebbero dovuto chiedere che a Eataly di Oscar Farinetti si chiudessero le porte in faccia, invece che cogliere
positivamente la novità. Eppure basta mettersi nei nostri stessi panni quando siamo turisti e vogliamo possibilità di scelta,più servizi, più cose attrattive nei luoghi dove andiamo. Nel mondo di oggi se vogliamo cogliere le opportunità bisogna correre ed essere sempre all’altezza.”

 
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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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