Patto di stabilità, emergenza casa e autorecupero

Martedì ho partecipato alle prime due tappe-presidio del “No patto di stabilità day”, iniziativa per spiegare e dare una visione “plastica” di quelli che sono gli effetti devastanti dell’applicazione del patto di stabilità nella nostra città. Inaugurazioni di cantieri virtuali (piazza Ponterosso, scuola Dante Alighieri, galleria di Piazza Foraggi), simbolici della volontà ma al tempo stesso dell’impossibilità di realizzare le opere, nonostante il Comune abbia in cassa le disponibilità economiche: ci sono 53 milioni di Euro destinati a opere pubbliche e progettazioni già ultimate (88 nuovi cantieri potenziali) che potrebbero andare in appalto in tempi brevi, ma che, a causa dei limiti di una legge che andrebbe assolutamente e quanto prima ricontrattata a livello nazionale ed europeo, non possono partire. Si tratta di una legge pensata per Amministrazioni che presentano un grave disavanzo di bilancio (con uscite maggiori rispetto alle entrate) o che si trovano in situazioni di dissesto finanziario o patrimoniale, ma che finisce per penalizzare enormemente le Amministrazioni sane come quella di Trieste, impedendo di fatto di utilizzare le proprie disponibilità finanziarie per procedere con i vecchi lavori o avviarne di nuovi.

Mercoledì, invece, qualche buona notizia nella conferenza stampa di presentazione dell’Agenzia di Solidarietà per l’Affitto, coordinata dal Comune. L’Agenzia è dotata di un Fondo di Garanzia (composto da un finanziamento di 40.000,00 euro da parte della Fondazione CRT e di 10.000,00 euro da parte della Fondazione Casali) con funzione di garanzia verso i locatori ed i conduttori: interviene ad esempio nei casi di eventuali morosità o danneggiamenti degli alloggi locati, o per lo sgravio parziale di alcuni oneri fiscali. Inoltre, per i piccoli proprietari di appartamenti, che spesso tengono sfitta un’unità abitativa di proprietà perché non hanno la disponibilità economica necessaria ad adeguarla ai requisiti imposti delle normative vigenti, si è pensato di avviare una procedura ad evidenza pubblica per concludere degli accordi convenzionali con gli Istituti bancari del territorio che manifestino interesse ad erogare mutui agevolati o analoghi prodotti creditizi a favore di soggetti proprietari di un’abitazione, che intendano ristrutturarla per poi metterla a disposizione nel circuito del programma “Agenzia di Solidarietà per l’Affitto”, gestito dai servizi della Promozione Sociale del Comune.

In Commissione I avevamo affrontato in precedenza, nel corso di tre sedute e anche assieme all’ATER, le problematiche relative all’edilizia sovvenzionata, visto anche che purtroppo in questo periodo di crisi l’emergenza casa è salita in primo piano. In particolare il numero crescente di persone che, subito lo sfratto per morosità, non hanno la possibilità di rientrare nelle graduatorie ATER, la necessità di prevedere una diversa scansione temporale nella valutazione del reddito (l’ISEE si riferisce, infatti, alla situazione dell’anno precedente quando sempre più numerose sono le variazioni per perdita di lavoro), l’opportunità di individuare strumenti per utilizzare il patrimonio edilizio che è sfitto a causa di mancanza di risorse per la manutenzione. A questo proposito, nel corso dell’ultima seduta della Commissione, si è parlato anche di un progetto-pilota in un immobile di proprietà del Comune che riguarderà dieci alloggi per i quali verrà sperimentato l’autorecupero. L’affidamento sarà ad un gruppo o associazione, e il nodo che l’Assessore Marchigiani e l’ATER stanno cercando di sciogliere è l’estensione dei contributi regionali per l’edilizia agevolata, attualmente previsti per i soli proprietari, anche ai concessionari di alloggi oggetto di autorecupero, di modo da consentire di sostenere almeno le spese per i materiali. L’obiettivo generale è quello da un lato di mantenere locazioni basse, dall’altro di non perdere un patrimonio che più rimane abbandonato più perde valore e diventa costoso da recuperare, appunto.

Ieri, in Consiglio Comunale, tra le mozioni approvate una che richiede di di calendarizzare quanto prima una seduta del Consiglio dedicata alla sanità triestina, alla presenza del Presidente Serracchiani o dell’Assessore Telesca, dopo la notizia della riduzione delle risorse per la sanità regionale, che riguarda Trieste nella misura del 5%.

Imageconferenza stampa di presentazione dell’Agenzia di Solidarietà per l’Affitto

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