Emergenza casa

Partiamo da ieri. Non ho potuto partecipare all’assemblea pubblica organizzata dal gruppo di persone che ha occupato la caserma di via Rossetti, ma ritengo che – al netto del metodo di protesta, su cui ognuno ha il proprio punto di vista – il merito sia assolutamente condivisibile. Vanno trovate con urgenza regole e forme per il riuso di spazi inutilizzati. In primis per il problema della casa, e in questo senso ricordo che all’interno di una mozione sulla riforma delle ATER approvata all’unanimità chiedevamo un impegno alla Regione a all’ATER proprio sul tema dell’autorecupero. Dall’audizione con l’ATER che abbiamo avuto in Commissione all’inizio di ottobre sappiamo che su questo si sta lavorando, si tratta però, ora, di accelerare su questo punto. Forme di autorecupero, soprattutto in questo tempo di crisi, possono essere fondamentali anche per il rilancio di attività culturali, ma pure per piccole imprese in start-up. Credo che questa strada sia da percorrere con convinzione, anche se mi rendo conto che il nostro Paese è molto indietro su questo tema (all’estero, specialmente in Nordeuropa, esistono già diversi esempi), oltre a darne spesso una lettura erroneamente ideologica, vedi i commenti che leggo oggi da parte di alcuni esponenti del centrodestra triestino.

Tornando indietro, al report di quanto fatto la settimana scorsa, ho partecipato alla Commissione V che è andata in sopralluogo sui luoghi della Trieste romana. Sabato, per completare il quadro, ho guardato il documentario realizzato dalla Regione e presentato qualche mese fa all’Ariston. Si tratta di un percorso che potrebbe avere una rilevanza turistica maggiore, si riuscisse ad unire bene i vari punti disseminati da Cavana/Teatro Romano in su, verso il colle di San Giusto e fino al Lapidario Tergestino nel Castello, in un itinerario riconoscibile e “spendibile” da un punto di vista turistico. Luoghi che in alcuni casi necessitano di manutenzione, ma credo sia uno di quei casi in cui pubblicizzarli “costringe”, poi, a tenerli puliti e a posto, se non altro per non fare brutta figura con cittadini e turisti.

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In Commissione I, abbiamo affrontato con l’Assessore Famulari ed i suoi uffici la situazione degli alloggi ATER destinati a persone con disabilità, da cui sono emersi i dati del numero di richieste in lista d’attesa (circa 300) a fronte degli alloggi disponibili, tutti assegnati (34). Purtroppo è stato evidenziato come anche gli edifici di nuova costruzione, in alcuni casi, abbiano delle barriere architettoniche, e uno degli impegni proposti è stato proprio quello di richiedere che ciò non avvenga per gli edifici ancora da ultimare. Fra gli altri problemi sollevati, quello più generale della gestione dei sempre più numerosi casi di sfrattati per morosità.

Proprio per questi motivi, legati in vario modo all’emergenza casa da cui sono partito, ci sarà un’altra seduta della Commissione alla fine di novembre.

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Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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