Patto di stabilità

Riferisco della Commissione di qualche giorno fa in cui abbiamo parlato della situazione relativa al Patto di stabilità, con particolare riferimento ai lavori pubblici. Mi scuso se semplifico ma non sono un economista 😮

In buona sostanza, è stata da poco comunicata al Comune la possibilità di effettuare pagamenti per 12 milioni di Euro, relativi ad impegni presi entro il 31/12/2012 e da effettuare entro il 2013. Si tratta, in altre parole, di lavori pubblici dell’anno scorso le cui rate sono da saldare in tempi strettissimi. La cifra è piccolissima, se paragonata a quelle di riferimento per gli anni scorsi, e porta di fatto ad uno slittamento al 2014 del piano delle opere del 2013 (in sostanza, infatti, i 12 milioni servono a coprire lavori in conto capitale 2012, non è possibile far partire nulla di nuovo nel 2013). Questo, sommato al fatto che gli spazi finanziari per il 2014 si sapranno solo all’inizio dell’anno prossimo, fotografano la situazione in cui ci troviamo, e nella quale una pianificazione dei lavori per i prossimi anni è molto difficile.

Come vengono aperti gli spazi finanziari per il Comune? In sostanza la Regione, che ha dei precisi vincoli con lo Stato, può rinunciare a spazi “suoi” e girarli ai Comuni. Per fare ciò nelle giuste proporzioni deve monitorare l’effettiva necessità, da parte dei Comuni, di suddetti spazi e la capacità, sempre da parte dei Comuni, di utilizzarli effettivamente (di effettuare, cioè, i pagamenti, nei termini, per non incorrere nelle penalità previste in caso contrario). Il Comune di Trieste entro l’8 novembre, monitorata la situazione, può richiedere ulteriori 2 milioni di Euro (sempre se è sicuro di poter effettuare i relativi pagamenti per tempo).

La situazione d’impasse è figlia dell’obbligo del pareggio di bilancio e del fatto che non è più possibile finanziare i lavori pubblici attraverso mutui, come avveniva in passato. A ciò si aggiunge la beffa del fatto che il Comune deve comunque pagare gli oneri finanziari sui mutui contratti in passato, e che sono attualmente bloccati.

Come se ne esce? Qualche forza politica suggerisce di infrangere il patto di stabilità, ma ciò è inattivabile da parte dei dirigenti, né sarebbe possibile appaltare dei lavori senza certezze sulle modalità di pagamento. Altre forze politiche fanno pressione sul Governo perché il Patto di stabilità venga cancellato. Altre ancora, e questo mi sembra a prescindere da altre azioni il passo più importante da fare vista l’origine delle richieste, indicano la strada in una rinegozazione con l’Europa delle condizioni per rimettere a posto l’economia del nostro Paese. E ripartire.

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immagine dal film “La Science des Rêves” di Michel Gondry (2005)

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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