Fermarsi e ripartire

Di seguito il testo integrale della lettera firmata assieme ad altri iscritti del Partito Democratico. Uscita sul Piccolo oggi, è stata scritta qualche giorno fa, ma il senso rimane, così come la contrarietà a come si è gestita la situazione da un paio di settimane a questa parte. Spero davvero si apra una discussione reale e che si possa ripartire, non prima di aver chiarito in che direzione vogliamo andare.

 

“In queste ore cruciali, desideriamo esprimere la nostra preoccupazione per la spaccatura orizzontale che secondo noi sta avvenendo tra la base militante del partito e gli organi dirigenziali nazionali: ci riferiamo alla scarsa comunicazione e condivisione nella scelta di rieleggere il Presidente Napolitano e nella volontà di costituire un governo politico di larghe intese con il PDL.

Il nostro Partito nelle votazioni per la Presidenza della Repubblica ha commesso un doppio errore, che ha provocato un distacco fortissimo fra le scelte che si stavano portando avanti e le opinioni largamente maggioritarie nel nostro elettorato e nella stessa base del Partito. La scelta di Marini non è stata compresa, né condivisa, per le implicazioni che aveva un accordo di tale tipo con forze politiche, quelle del centrodestra, con le quali sino al giorno prima si era detto che non fosse perseguibile una collaborazione di tale portata. Imboccando tale strada si è provocata una frattura fortissima che infatti ha portato alla mancata elezione dello stesso Marini, aldilà dei suoi meriti personali che non sono in discussione. La seconda parte del “dramma” è stata la mancata elezione di Romano Prodi, incomprensibile per le modalità con le quali ci si è giunti e che peraltro lascia molti interrogativi sulla compattezza dei nostri gruppi parlamentari.

In queste giornate di votazioni ci sono stati dei candidati che avrebbero potuto ricoprire con ugual competenza l’incarico di Presidente della nostra amata Repubblica, e non capiamo quali motivazioni abbiano spinto i  nostri Deputati a non votarli.

Il risultato di tutto ciò sono le dimissioni del gruppo dirigente nazionale del Partito Democratico e i sentimenti di rabbia e di incertezza che albergano adesso fra i nostri militanti e i nostri elettori.

In questi giorni l’onorevole Letta sta facendo le consultazioni per avviare un governo di larghe intese che necessiterà dell’appoggio congiunto del PD e PDL.

Siamo consci che dopo il rifiuto del Movimento 5 Stelle di coalizzarsi e lavorare assieme al nostro partito, l’unica strada percorribile per creare un Governo che goda di una certa stabilità e che possa far fronte ai necessari provvedimenti che il momento socio economico richiede, rimanga quello sostenuto bilateralmente dal PD e dal PDL.

Simo altresì sicuri che questa scelta non debba essere imposta al nostro elettorato, ma debba essere spiegata in modo da rendere tutti partecipi e consapevoli, perché sino a pochi giorni fa, l’idea di una coalizione con il partito di Silvio Berlusconi era considerata unanimemente inaccettabile. Ci aspettiamo, inoltre, che vi siano dei limiti definiti – sia temporali sia di contenuto – a questa fase. Temporali perché l’intrinseca contraddittorietà di un governo sostenuto da forze alternative non può che essere limitata nel tempo. Di contenuto perché tale governo non può che agire sulle emergenze sociali ed economiche da un lato, istituzionali dall’altro in relazione alle quali il primo punto, inderogabile e non trattabile, dev’essere un’immediata riforma della legge elettorale.

Noi sentiamo che il Partito Democratico è ancora la nostra casa e sentiamo sempre nostri i valori che ci hanno accompagnato nelle diverse campagne elettorali, non ultima quella che ci ha visti vincenti in Friuli Venezia Giulia. Pertanto ci siamo posti queste semplici domande: quali dei nostri elementi distintivi ci saranno in un governo delle larghe intese? Quali valori riusciremo a salvare e a portare avanti senza svendere la nostra identità?

In questo scenario crediamo che il Partito Democratico di Trieste debba dare la sua opinione politica e per questo vogliamo sottolineare il bisogno urgente di porre da subito le basi della nostra azione politica nei prossimi mesi. Azione politica che non può prescindere dall’elezione del nuovo segretario provinciale, alla luce del già annunciato termine del mandato di Francesco Russo all’indomani delle elezioni regionali ma anche da un esame dei nuovi compiti che ci aspettano all’indomani della straordinaria vittoria con Debora Serracchiani alle elezioni regionali. A breve si terrà l’assemblea provinciale del Partito che dovrà eleggere il nuovo segretario. Facciamone un’occasione di confronto ampio, anche coinvolgendo nelle modalità che riterremo più opportune tutta la base dei nostri iscritti e facendo in modo che i contenuti delle nostre riflessioni pervengano al livello nazionale del Partito.”

 

Manuel Zerjul, Stefan Cok, Pietro Faraguna, Giovanni Barbo, Laura Marcucci, Francesco Foti, Matej Iscra, Roberto Pignataro, Lucia Barbo, Daniele Villa

Iscritti al PD

 

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Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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