Votare, perché e per chi

Stiamo vivendo un momento difficile, molto difficile. Chi più chi meno, ce ne stiamo tutti rendendo conto e auspichiamo che passi in fretta, che arrivino rapidamente tempi migliori. Banalità? Forse, ma il modo per uscirne di sicuro banale non è, né semplice. In questi mesi, accanto ad una giusta indignazione per come pezzi di rappresentanza politica e di classe dirigente hanno abusato del proprio ruolo disinteressandosi o addirittura approfittando della cosa pubblica, si è andato diffondendo un pericoloso clima da “non facciamo prigionieri” che facendo di tutta l’erba un fascio, oltre ad essere una minaccia per la democrazia non troppo dissimile da quella berlusconiana, rischia di far passare in secondo piano il dibattito sui contenuti, sulle possibili soluzioni alla crisi in cui ci troviamo.

Mi sento di poter dire che il Partito Democratico rappresenta la miglior garanzia di serietà sia dal punto di vista programmatico – con idee concrete e realizzabili che potete trovare qui – sia dal punto di vista della scelta di chi andrà a rappresentare i suoi elettori in Parlamento. Non è con gli slogan né con le facili promesse che si esce da una situazione in cui ci hanno portato una crisi globale ed un governo di centrodestra che ha fatto finta per anni che i problemi non esistessero, facendo sì che si accumulassero uno sull’altro, fino a raggiungere le proporzioni di oggi. E non è affatto vero, per contro, che i politici ed i partiti sono tutti uguali: lo posso dire con certezza, vedendo la passione e la competenza con cui lavorano i miei colleghi in Consiglio Comunale, come vengono elaborate le proposte progettuali a livello nazionale e locale…E pure quella difficoltà comunicativa ad esprimersi con messaggi semplici, che indubbiamente c’è e costituisce un handicap in una campagna elettorale gridata come questa, ha una sua radice nella meditazione con la quale vengono fatte le scelte rispetto ai problemi complessi della vita di oggi.

Non voglio tediarvi oltre, mi limito a sottolineare due temi non molto citati rispetto ai quali il centrosinistra, ed in particolare il Partito Democratico, la pensano in maniera molto diversa da quasi tutte le altre forze politiche e che ritengo fondamentali rispetto al futuro del Paese e del nostro territorio.

Sto parlando delle politiche culturali, che sono al centro di un’idea di crescita sociale, civile ed economica che trovate argomentata a questo link. E sto parlando, andando su un tema più specifico che necessita però di uno sblocco a livello nazionale, del Porto Vecchio, che può e deve essere aperto a tutti, diventando luogo di sviluppo futuro della città.

Chiudo, quindi, banalmente come ho cominciato, invitandovi, domenica 24 e lunedì 25, a votare per il Partito Democratico, perché in mezzo a tanto clamore sono davvero convinto che servano idee e radici solide per portare il nostro Paese fuori dal tunnel. A parole chiave come diritti, lavoro, istruzione, pari opportunità, cultura, vanno fatte seguire proposte concrete e date loro gambe. Pensateci.

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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