Premiare le sinergie e rilanciare, non tagliare: la cultura in tempo di crisi

In tempi di contrazione delle risorse, è molto importante che queste vengano valorizzate e razionalizzate, prima che tagliate. Un discorso che tocca da vicino il settore cultura, spesso ritenuto una “spesa superflua”, che invece può diventare motore di sviluppo soprattutto in un Paese ricco di tradizione e di “materia prima” come l’Italia: il nostro Paese  può contare sul 70% dei beni artistici mondiali,  eppure l’investimento nella cultura è solo di qualche decimo di punto percentuale di PIL, mentre la media europea si attesta attorno al 3%. Una situazione paradossale, che andrebbe capovolta, per coraggio o per semplice buon senso.

Scendendo sul livello territoriale locale, alcune misure adottate dal Comune di Trieste nelle scorse settimane – per certi versi anche quella grazie alla quale i triestini un giorno al mese avranno libero accesso ai Musei cittadini – cercano, in questo momento economico estremamente delicato e pur se in un contesto territorialmente limitato, di intervenire nel settore in maniera attenta, valorizzandone e rendendone visibili alcuni aspetti, ma pure cercando di premiare alcune iniziative di particolare interesse per la città.

Il nuovo regolamento per i contributi ex l.241/90, approvato il 14 gennaio dal Consiglio Comunale di Trieste (il termine ultimo per presentare le richieste di finanziamento e agevolazioni è il 15 febbraio), premia alcune caratteristiche rispetto alle iniziative per le quali vengono presentate le domande di finanziamento. Il regolamento, che contempla la possibile richiesta di contributo per diverse aree (Cultura e turismo, Educazione, Promozione e Protezione sociale, Sport), è costruito con dei parametri di riferimento, area per area, rispetto ai quali è prevista l’assegnazione di un punteggio. Qui faccio menzione di alcuni criteri qualificanti nella tabella riservata alla cultura e che mi sembrano particolarmente significativi: la sinergia tra diverse realtà, già premiata dal Regolamento provinciale, la capacità di incentivare sviluppo economico ed occupazione, l’affidabilità del soggetto proponente. È vero, stiamo parlando di fondi totali a disposizione che sono storicamente poca cosa, quanto ad entità, rispetto a quelli erogati dalla Regione, ma va evidenziato lo sforzo di individuare dei criteri quanto più oggettivi possibile, tesi a limitare quella discrezionalità che lascia margini di incomprensione a chi si ritrova escluso dal riparto. Importante anche la possibilità di richiedere la concessione gratuita di sale (per esposizioni, conferenze, ecc.) secondo un calendario di disponibilità pubblicato annualmente: dato che le risorse economiche sono poche, si cerca di andare incontro ad altre esigenze delle realtà culturali.

Volendo allargare il discorso l’auspicio più generale, da parte mia, è che si metta in moto una sinergia che coinvolga sempre più, oltre agli Enti legali e ai soggetti che operano in campo culturale, anche le categorie di commercio e turismo, che in varia misura già partecipano o potrebbero partecipare agli eventi di punta realizzati a Trieste. E qui sarebbe interessante si aprisse una discussione, a testimonianza del riconoscimento del valore della cultura e dei suoi risvolti turistici, sociali, occupazionali. In tempo di crisi, darebbe al settore speranze concrete di poter avere il giusto peso nello sviluppo futuro della nostra città.

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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