Ferriera, AcegasAPS/Hera, Porto Vecchio

Diversi i temi di importanza cruciale in questi giorni.

Nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso, il Sindaco Cosolini ha fatto il punto della situazione sulla Ferriera di Servola. Si tratta sicuramente del problema più grosso che attraversa in questo momento la nostra città, con tutte le conseguenti tensioni e preoccupazioni per il futuro, palpabili tra i lavoratori di Ferriera presenti alla seduta, tra quelli dell’indotto – particolarmente drammatica attualmente la situazione della Sertubi – come pure tra i residenti del rione di Servola, che chiedono vengano rispettati i limiti delle emissioni. Cosolini ha giustamente sottolineato come questo problema si può risolvere soltanto superando la contrapposizione tra salute e lavoro: entrambi sono obiettivi che devono essere conseguiti, solo tenendolo presente si può perseguire il progetto di riconversione condiviso – è bene ricordarlo – da Comune e Regione, come confermato anche dall’Assessore Savino. Un progetto cui però, economicamente, deve dare gambe il Governo, vista l’entità degli investimenti necessari e la criticità della congiuntura economica. Il Sindaco ha parlato, sul versante della salute e dell’ambiente, della necessità di una valutazione congiunta dell’inquinamento, della revisione delle prescrizioni, della richiesta di rilevare le centraline di misurazione attualmente sotto il controllo di Elettra. Sul versante del lavoro, del Protocollo d’Intesa per evitare che la frattura tra Servola ed Elettra di qualche mese fa facesse collassare il sistema. Sul versante della richiesta d’impegno a livello nazionale, il 29 agosto Cosolini ha scritto a Passera e Clini chiedendo un impegno congiunto dei Ministri, a ribadire quanto detto sopra a proposito del superamento di una contrapposizione che ha penalizzato e penalizzerebbe tutti. Da una parte, infatti, c’è un inquinamento che ha ricadute sulla salute, dall’altra un’industria a rischio giorno dopo giorno, con una proprietà in mano alle banche e in crisi di liquidità. In questo quadro ottenere un risultato è molto complesso, ma possibile. Questo nodo, che riguarda mille lavoratori – e rispettive famiglie – e la tutela della salute dei cittadini, vede Comune (governato dal centrosinistra) e Regione (governata dal centrodestra) condividere – ed è un bene fondamentale – un percorso, unica maniera possibile per ottenere un risultato.

Su altri temi all’ordine del giorno di questi ultimi tempi le forze politiche si differenziano notevolmente. In particolare, sulla fusione Hera/Acegas ha fornito un ottimo chiarimento il Sindaco, qui torno semplicemente a sottolineare come alla base della raccolta firme organizzata dal Pdl sembri esserci un tentativo misto di campanilismo e ipocrisia, che cerca di far leva sulla triestinità quando in realtà nella nuova realtà aggregata il controllo pubblico sarebbe maggiormente garantito, ci sarebbero maggiori utili da reinvestire sui servizi gestiti dal Comune e verrebbero mantenuti sede triestina e relativi posti di lavoro. Inoltre, notizia riportata ieri da “Il Piccolo”, Hera Trading (fatturato annuo di circa 2 miliardi di Euro) sposterà la sede a Trieste e verserà, quindi, le tasse nella nostra Regione.

Il terzo argomento che sembra giunto ad uno snodo cruciale è il Porto Vecchio. Qui le novità si susseguono giorno dopo giorno. Il fascicolo si era riaperto con l’inquietante trafiletto apparso qualche giorno fa sempre su “Il Piccolo”, facendo riemergere differenze abissali tra centrosinistra e (parte del?) centrodestra. Nell’articolo, intitolato “Porto vecchio, Camber prova a salvare il Punto franco a Roma”, si parlava di “Una leggina su misura, che evoca la specialità triestina discendente dal Trattato di pace del ’47, per salvare, blindare il Punto franco in Porto vecchio.” Si informava che “Ci sta lavorando a fondo il senatore Giulio Camber, che ha presentato, assieme all’ex viceministro dei Trasporti e prima ancora ex Guardasigilli leghista Roberto Castelli, la proposta di una norma ad hoc da far discutere al Parlamento proprio in questi giorni.” La conclusione era chiarificatrice ed allarmante: “Fosse approvata, tale leggina neutralizzerebbe, di fatto, la richiesta di spostare il regime di Punto franco dal Porto vecchio appena inoltrata via lettera da Roberto Cosolini al prefetto e commissario di Governo Alessandro Giacchetti, in virtù del chiarimento arrivato proprio dal Governo, secondo cui lo spostamento del Punto franco si può fare con un semplice atto amministrativo.” Insomma, diventa sempre più chiara la differenza di vedute sul futuro del Porto Vecchio e della nostra città. Da una parte lo sguardo in avanti, dall’altra i paladini di quell’immobilismo che da anni blocca Trieste. Fate le vostre considerazioni…

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Informazioni su giovannibarbo

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