Politica, servizi e beni comuni

Oggi su “Il Piccolo” un mio intervento su politica, servizi e beni comuni…ma anche su che futuro vogliamo. Eccolo:

In un mondo dove le risorse sono calanti, diventano sempre più fondamentale l’offerta di servizi e l’accesso ai beni comuni. Ce l’ha insegnato il referendum e ce lo sta insegnando pure, in un certo senso, quell’insofferenza verso il mondo della politica che diventa assolutamente condivisibile quando si individua la scintilla di tale sentimento nella mancata risposta – da parte dei vari enti che la politica è chiamata a gestire o indirizzare – a richieste basilari e complesse della popolazione. Per questi motivi, segnali come quelli che stiamo vivendo in questi ultimi giorni a livello locale fanno ben sperare. Partiamo dall’ultimo, in ordine di tempo, quello giustamente atteso dal popolo del referendum sull’acqua: la revisione del “Piano d’ambito” per rendere l’acqua meno costosa, con conseguente scelta, nella riunione dell’Ato, di abbassare la tariffa del 10%. Un segnale che risponde ad una precisa richiesta espressa dai cittadini nel giugno del 2011 e pienamente condivisa dal centrosinistra, un intervento che va ad inserirsi in un contesto di crisi in cui ogni aiuto, per quanto piccolo, conta. Legata a questo contesto – seppur in maniera meno evidente – è pure l’ipotesi di aggregazione tra i gruppi AcegasAps ed Hera. L’illustrazione del sindaco in consiglio comunale ha messo in luce quali sarebbero i vantaggi: tra gli altri, un patto di sindacato a garanzia del fatto che la maggioranza della nuova realtà rimanga pubblica. Patto di sindacato che nella realtà attuale non c’è e che risponde alle accuse di chi, soffermandosi sull’aspetto del controllo da parte del Comune di Trieste, omette di ricordare come nella nuova realtà il controllo pubblico tout court sarebbe maggiore di quello attuale. Ecco che questo elemento ci permette di tornare proprio al discorso riguardante beni comuni e cittadinanza: con mozione approvata a maggioranza dal consiglio comunale abbiamo chiesto, oltre alla tutela dei livelli occupazionali, di “assicurare alla cittadinanza il miglioramento della qualità dei servizi erogati e delle ricadute dei servizi sull’uso del territorio e sull’ambiente, con una particolare attenzione alla vicinanza all’utenza triestina di tutte le strutture di riferimento e di contatto della società”, oltre a “prevedere che gli adeguamenti tariffari, in particolare per il servizio idrico, tengano conto per quanto possibile delle variazioni certificate dall’Istat, prevedendo altresì forme di agevolazioni tariffarie per particolari fasce disagiate” e “procedere ed approfondire, anche da parte del Comune di Trieste, in relazione ai pronunciamenti della Corte Costituzionale, le tematiche dei servizi considerati beni comuni, quali in particolare il servizio idrico.” Acqua, mare, porto: finisco con quello che forse appare come un volo pindarico, ma non lo è. In questi ultimi giorni, sulle pagine del Piccolo, prende finalmente piede – per bocca di interlocutori autorevoli che rappresentano le forze politiche in maniera trasversale – un movimento d’opinione già esistente fra la gente e riguardante l’immobilismo della situazione in Porto Vecchio. Sarebbe sufficiente l’espressione fra lo sbigottito e l’incredulo dei turisti che arrivano in città e non capiscono come non ci sia stata, finora, la volontà di sfruttare quello che è un potenziale gigantesco: ora per fortuna arrivano una serie di prese di posizione nette, che segnano una linea di demarcazione fra chi si assume la responsabilità di dare delle risposte a quella grande maggioranza che chiede un cambiamento e chi continua a nascondersi in maniera poco trasparente dietro il nostrano “no se pol”. La gente è insofferente verso il mondo della politica perché in questi anni la politica non ha saputo prendersi responsabilità e dare risposte. I cittadini hanno perso fiducia perché non hanno visto corrisposto attraverso servizi e progettualità il loro attaccamento al territorio. Cambiare si può e nel nostro piccolo possiamo tutti fare la nostra parte.

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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