La sala Tripcovich, i giovani e la lirica

Alla gente piace fare demagogia, ecco allora che su un tema come il conferimento della Sala Tripcovich alla Fondazione Teatro Verdi diventano tutti paladini dei giovani…omettendo volutamente alcuni particolari. Di seguito un paio di frequently asked questions.

Con questa operazione verranno penalizzate le attività giovanili?

Niente affatto, anzi. Nella stessa operazione di conferimento, il Verdi si impegnerà a cedere un numero considerevole di giornate al Comune, che potrà poi “girarle”alle associazioni culturali (musica, teatro, cinema) in cambio di un contributo a sostenere le spese vive o poco più. Nel frattempo, inoltre, la sala verrà progressivamente attrezzata per utilizzi anche diversi da quello attuale. Certo, non è il progetto pur interessante – per quanto di difficile gestione – per la Tripcovich che avevano in mente alcune persone, ma ciò non significa che non si risponda alle esigenze del mondo associazionistico tout court, attraverso l’utilizzo di questa Sala ed altre iniziative che verranno. Affermarlo mi sembra disonesto da un punto di vista intellettuale e anche un po’ puerile. Del resto in dieci anni non si è visto neanche un barlume di quello svecchiamento della cultura –giusto! – e dello sdoganamento di forme di cultura contemporanee –d’accordissimo, ce n’è bisogno! – di cui molti di quelli che ora gridano alla scandalo parlano…

Perché aiutare il Teatro Verdi?

Non sono un appassionato di musica classica né di musica lirica. Inutile nasconderlo, lo sanno tutti. Però tanta gente in questa città non la pensa come me. Però il Teatro Verdi è un pezzo di storia di Trieste. Però al Teatro Verdi LAVORANO delle persone. Tante. Chi critica l’operazione sostenendo che il Teatro andava lasciato morire esprime la propria opinione, assolutamente legittima, mancando però di rispetto per le persone che ci lavorano. Sì, per fare cultura qualcuno deve lavorare, e se lavora va retribuito…ancora ricordo l’infelice espressione di un Consigliere Regionale che liquidò la questione dei tagli alla cultura sostenendo che bisogna pensare a dare la pastasciutta ai cittadini, prima di parlare di cultura…

Insomma, ad alcuni politici che adesso improvvisamente si svegliano verrebbe da rinfacciare l’ipocrisia per non aver fatto nulla in questi anni e per aver considerato la cultura, soprattutto quella giovanile, un fastidioso passatempo.

E a quelle persone che, parte attiva del mondo culturale, pur in buona fede leggono in quest’operazione qualcosa che va contro gli interessi dei giovani, chiedo di valutarla nel suo complesso, come ho scritto sopra, per scoprire che è esattamente il contrario.

 

 

immagine dal film “Tenacious D: The Pick Of Destiny” di Liam Lynch

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10 responses to “La sala Tripcovich, i giovani e la lirica

  • Paolo S

    Gentile Giovanni Barbo,

    sono d’accordo con quanto scrive in merito alle polemiche, ai pensieri che le sottendono, al linguaggio con cui vengono espresse.
    Ma può darmi qualche dettaglio sul piano del Verdi per l’utilizzo degli spazi e della Sala?
    E su come cedere la sala al Verdi aiuterà i suoi bilanci?
    Un’operazione organica e ben fatta può portare soccorso alla musica classica, alla lirica, ai giovani, alla città. Ma non mi è ancora chiaro se questa sarà un’operazione organica e ben fatta, e uso degli spazi e conti economici mi sembrano due aspetti su cui sarebbe interessante che l’opinione pubblica venisse informata.

    • giovannibarbo

      Il conferimento aiuterà la situazione patrimoniale del Verdi diventando parte del patrimonio della Fondazione, appunto. Quanto al piano per l’utilizzo degli spazi allo stato attuale ci è stato comunicato, in sede di Commissione conginuta IV-V, che nella delibera di conferimento verrà inserita una clausola affinché il Verdi ceda un numero considerevole di giornate all’anno al Comune e che il Comune le possa, poi, girare, ad associazioni culturali che richiederanno l’utilizzo della Sala, il tutto con costi contenuti rispetto ad un noleggio sala standard, come avviene ora.

  • Paolo S

    Grazie dei chiarimenti.

    Cordiali saluti,

    Paolo S

  • Giulio Venier

    Caro Giovanni,
    Leggo questo post dopo che un amico mi ha passato il link del tuo blog. Io penso che questa operazione di spotare la Tripcovich alla fondazione Verdi, abbia un ruolo marginale nel recupero finanziario del teatro. Io penso che un rilancio della struttura porterebbe ad un giro di affari ben più alto e non sono il solo a crederlo. Vedo che sei infastidito dalle polemiche ma non è che il tono usato nelle tue righe sia meno provocatorio e visto che dici che c’è gente che in giro fa demagogia ti faccio una lista di incongruenze del tuo post:

    1) “il Verdi si impegnerà a cedere un numero considerevole di giornate al Comune, che potrà poi “girarle”alle associazioni culturali”…. Quante giornate? E chi deciderà se passarle o meno? Finirà all’italiana dove gli amici degli amici faranno gli affari propri e tanta gente rimarrà fuori.

    2) “la sala verrà progressivamente attrezzata per utilizzi anche diversi da quello attuale”. Anche qui, tutto molto vago.

    3) “ciò non significa che non si risponda alle esigenze del mondo associazionistico tout court”. Qui il discorso è ben diverso e non si tratta di associazionismo, ma di uno spazio che manca in città. Non so se sei uno che va molto ai concerti, ma penso che se lo facessi ti renderesti conto che i triestini si sbattono quasi sempre ore di macchina/treno anche per gruppi relativamente piccoli (se hai bisogno di una lista, facci sapere). Ma poi….Sarà un caso che nessuno viene a suonare qui?!!! Mi riferisco a concerti di media entità (perchè non tutti sono in grado di permettersi e/o riempire un palasport).

    4)(Questa frase è realmente divertente) “Del resto in dieci anni non si è visto neanche un barlume di quello svecchiamento della cultura”. Con questa “operazione” dimostrate di essere come i vostri predecessori. Ovvero ignorate la voce di tanti che chiedono che questo spazio sia gestito in un altro modo. Che differenza c’è???? Spiegami per cortesia.

    5) “E a quelle persone che, parte attiva del mondo culturale, pur in buona fede leggono in quest’operazione qualcosa che va contro gli interessi dei giovani, chiedo di valutarla nel suo complesso, come ho scritto sopra, per scoprire che è esattamente il contrario.”. Ma scusa un momento…non c’è un progetto, è tutto vago e procrastinabile, non c’è nessuna figura chiave (oltre al Verdi) coinvolta ma soprattutto, ignorate la voce di tante persone. Ma come pretendi che ci sia credibilità?

    Non capisco come non siate in grado di vedere le potenzialità di una strttura a 50m metri dalla stazione dei treni, che non ha case intorno, che potrebbe creare posti di lavoro e soldi che, si, potrebbero anche essere reinvestiti sul Verdi. Capisci che puzza questa cosa? Solo perchè una cerchia di persone (anche giustamente) desidera che la lirica rimanga, non capisco perchè altre iniziative di ampio respiro debbano essere soppresse. Non ha senso. E sia ben chiaro, che io non sono di destra, ma orgogliosamente di sinistra (nonostante abbia dovuto tapparmi il naso e votare il PD per Cosolini) e tantomeno sono un politico, ma mi girano le palle quando vedo che la stessa politica mi viene a raccontare la storia dell’orso. Basta! Perchè io, come tanti altri, sono stufo delle decisioni di una politica che fa l’interesse di pochi e di rappresentanti che si fanno vedere sempre e solo quando hanno bisogno del nostro voto. Siete diversi da quelli che erano prima di voi? Bene, dimostratelo. Con i buoni intenti si va poco lontano.
    Un saluto
    Giulio V.

    • giovannibarbo

      Caro Giulio, grazie delle domande che mi permettono di approfondire alcuni aspetti.

      1) “il Verdi si impegnerà a cedere un numero considerevole di giornate al Comune, che potrà poi “girarle”alle associazioni culturali”…. Quante giornate? E chi deciderà se passarle o meno? Finirà all’italiana dove gli amici degli amici faranno gli affari propri e tanta gente rimarrà fuori.

      Quante giornate ancora non lo sappiamo (nella seduta della Commissione in cui il Sindaco lo ha comunicato ci è stato detto che saranno numerose), a decidere sarà il Comune. Non so se finirà all’italiana, ma penso che se si vuole garantire la massima democraticità nella fruizione di uno spazio questo compito spetti all’Ente pubblico, non a un privato che gestisce uno spazio e legittimamente cercherebbe di perseguire le proprie finalità.

      2) “la sala verrà progressivamente attrezzata per utilizzi anche diversi da quello attuale”. Anche qui, tutto molto vago.

      Vedi sopra, comunicazioni del Sindaco. Come Consiglieri parteciperemo senz’altro a questo iter, tuttavia mi sembra scorretto affermare, come qualcuno fa, che non fare il progetto Nuova Tripcovich significa lasciare la sala come sta e giace.

      3) “ciò non significa che non si risponda alle esigenze del mondo associazionistico tout court”. Qui il discorso è ben diverso e non si tratta di associazionismo, ma di uno spazio che manca in città. Non so se sei uno che va molto ai concerti, ma penso che se lo facessi ti renderesti conto che i triestini si sbattono quasi sempre ore di macchina/treno anche per gruppi relativamente piccoli (se hai bisogno di una lista, facci sapere). Ma poi….Sarà un caso che nessuno viene a suonare qui?!!! Mi riferisco a concerti di media entità (perchè non tutti sono in grado di permettersi e/o riempire un palasport).

      Vado molto ai concerti, eccome, non ho bisogno di liste anche se non si finisce mai di scoprire nuove band. Sono ben consapevole della mancanza di uno spazio per concerti rock di dimensioni intermedie tra il Teatro Miela e il Palachiarbola, tuttavia anche in questo caso affermare che bocciare l’ipotesi Nuova Tripcovich significa non porre rimedio a questa situazione mi sembra un tantino parziale, come visione. Sento anche quello che mi dicono i promoter, che su Trieste hanno delle difficoltà che riguardano l’aspetto delle infrastrutture, molto prima che le venue.

      4)(Questa frase è realmente divertente) “Del resto in dieci anni non si è visto neanche un barlume di quello svecchiamento della cultura”. Con questa “operazione” dimostrate di essere come i vostri predecessori. Ovvero ignorate la voce di tanti che chiedono che questo spazio sia gestito in un altro modo. Che differenza c’è???? Spiegami per cortesia.

      Questa frase è in risposta al centrodestra, e in particolare a un Consigliere che per cinque anni è stato Assessore ma non si è interessato al problema, salvo ora gridare allo scandalo. È giusto che i giovani e chi fa cultura chieda chiarimenti, che lo faccia in maniera piuttosto sostenuta qualcuno che fino all’altroieri aveva la possibilità di fare qualcosa mi sembra ipocrita. Nel merito, faccio copia-incolla e dico nuovamente che affermare che bocciare l’ipotesi Nuova Tripcovich significa non porre rimedio a questa situazione mi sembra un tantino parziale, come visione.

      5) “E a quelle persone che, parte attiva del mondo culturale, pur in buona fede leggono in quest’operazione qualcosa che va contro gli interessi dei giovani, chiedo di valutarla nel suo complesso, come ho scritto sopra, per scoprire che è esattamente il contrario.”. Ma scusa un momento…non c’è un progetto, è tutto vago e procrastinabile, non c’è nessuna figura chiave (oltre al Verdi) coinvolta ma soprattutto, ignorate la voce di tante persone. Ma come pretendi che ci sia credibilità?

      Aprire la Tripcovich alle associazioni culturali mi sembra aprirla a tante persone, più di quante sarebbe stato lecito attendersi se ci fosse stato come interlocutore un privato.

      Non capisco come non siate in grado di vedere le potenzialità di una strttura a 50m metri dalla stazione dei treni, che non ha case intorno, che potrebbe creare posti di lavoro e soldi che, si, potrebbero anche essere reinvestiti sul Verdi. Capisci che puzza questa cosa?

      Ripeto, c’è tutto l’interesse che questa struttura funzioni, e venga utilizzata il più possibile, e dia il più possibile lavoro. Finora non era così.

      Solo perchè una cerchia di persone (anche giustamente) desidera che la lirica rimanga, non capisco perchè altre iniziative di ampio respiro debbano essere soppresse. Non ha senso. E sia ben chiaro, che io non sono di destra, ma orgogliosamente di sinistra (nonostante abbia dovuto tapparmi il naso e votare il PD per Cosolini) e tantomeno sono un politico, ma mi girano le palle quando vedo che la stessa politica mi viene a raccontare la storia dell’orso. Basta! Perchè io, come tanti altri, sono stufo delle decisioni di una politica che fa l’interesse di pochi e di rappresentanti che si fanno vedere sempre e solo quando hanno bisogno del nostro voto. Siete diversi da quelli che erano prima di voi? Bene, dimostratelo. Con i buoni intenti si va poco lontano.

      Lo prendo come uno sprone.
      Ti ringrazio sinceramente delle tue osservazioni, perché penso che anche se accese le discussioni servano sempre. Da parte mia continuerò a cercare di risolvere quei problemi e quelle lacune che giustamente sottolinei.

  • Giulio Venier

    Caro Giovanni,

    ottime risposte, ma in sostanza per come vedo le cose, non hai detto niente di più del prmo intervento.

    “Non so se finirà all’italiana, ma penso che se si vuole garantire la massima democraticità nella fruizione di uno spazio questo compito spetti all’Ente pubblico, non a un privato[…]”.

    Esistono tante forme di gestione controllata. Non capisco perchè fuori dall’Italia siano così visionari da riuscirci mentre qui qualsiasi iniziativa venga bollata come business alle spalle dello stato. E ti dico io coem finirà, all’Italiana. Tra qualche anno ce la racconteremo…

    Non penso che saremo mai d’accordo, semplicemente perchè non riuscite a leggere il dissenso di molte persone. Il problema della politica italiana: noi vi votiamo, vi paghiamo e voi dritti per la vostra strada. Il distacco dalla realtà è sensibile. E il gioco funziona bene perchè in fondo il giornale locale si occupa d’altro e ben venga se queste cose si fanno in silenzio.
    Inoltre, permettimi di aggiungere che la questione dell’ex assessore te la passo, ma solo in parte perchè se è vero che probabilmente lui non se n’è interessato quand’era parte della giunta ed ora grida allo scandalo, ti dico in confidenza: “Chissene frega!”. E’ un politico ed agisce per mantenere i propri voti. Nè più nè meno di quanto state facendo voi, forse inconsapevolmente (mi auguro), buttando via dei progetti già pronti e che potreste almeno degnarvi di riconsiderare. Prima c’era lui e non ha fatto niente. Ora ci siete voi ed è giusto che le critiche vengano fatte a voi. Ribadisco la mia identità politica ma trovo che per fare contento il nocciolo gerontocratico dell’elettorato fate, uno, una figura pessima con tantissimi giovani che hanno creduto in voi, due, riproponete lo schema classico “largo ai giovani (del ’20, però)” che tanto piace alle amministrazioni triestine.

    Da parte mia cercherò di divulgare questa cosa al massimo perchè tutti DEVONO sapere.
    A voi il gioco…
    Un saluto
    G.V.

    • giovannibarbo

      Mi spiace che mi tratti come “un politico” quando, come te, vado a vedere concerti in ogni dove da quando avevo quattordici anni, scrivo su una webzine, conosco molto bene il mondo dell’associazionismo culturale perché ci lavoro e credimi, se pensassi ai voti di certo la maniera più immediata e demagogica sarebbe cavalcare la protesta contro quest’operazione. Che, ripeto, rende la sala molto più fruibile di quanto fosse prima. in qualche mese di tempo mi sembra già un primo risultato, cui – sono d’accordo – devono seguirne altri, pur in un momento di risorse economiche drasticamente calanti. Sul progetto specifico che ora viene presentato come la panacea, mi sento solo di driti che all’inizio come tante altre persone l’ho seguito con interesse e che poi ha preso una piega che ha di fatto escluso, per metodo e per contenuto, tante delle realtà che fanno riferimento al mondo della cultura giovanile. Tutto qua.

  • paolo K

    Salve Giovanni Barbo, come Giulio poco sopra sono un vostro elettore e mi chiedo dove sta la differenza tra voi e i vostri predecessori.
    Ci spiega per cortesia perchè la fondazione Verdi gode di questi “privilegi per pochi”, COSA ne riceve in cambio il Comune di Trieste,(e non intendo l’amministrazione Cosolini ma TUTTE le amministrazioni, anche se siete VOI quelli pronti a fare il regalo della Tripcovich) dall’aiutare la fondazione Verdi con contributi, si parla di milioni di euro all’anno mi sembra ma posso sbagliare, e ora con la probabile cessione della sala?

    COSA NE RICEVETE IN CAMBIO?

    Vorrei che sia chiaro che a prescindere dalla destinazione scelta la cosa inaccettabile, soprattutto in tempi di crisi come questi dove si parla e sbandiera che i soldi non ci sono, è che si usano i soldi di noi cittadini spesso senza lavoro e con le pezze al c*** per mantenere lauti stipendi.
    Lo ripeto qui mettete online i salari del Verdi visto che siete per la trasparenza, o no? (anche perchè se non lo fate voi presto lo farà qualcun altro…). K

    • giovannibarbo

      Caro Paolo, la differenza rispetto ai nostri predecessori è che ora si comincia a fare qualcosa: come ha comunicato il Sindaco, la sala verrà messa a disposizione delle associazioni culturali per un numero considerevole di giornate all’anno e a condizioni molto più accessibili che in precedenza. Capisco che qualcuno possa vedere il bicchiere mezzo vuoto, per me è mezzo pieno. Quello che mi pare indiscutibile è che prima fosse proprio vuoto, senza se e senza ma. La decisione di rinnovare la concessione per un anno e mezzo dell’allora giunta mi sembra tanto uno scaricabarile, tanto è vero che nemmeno ora nel Pdl c’è comunione di vedute (un collega del Consigliere Rovis ha affermato solo pochi giorni che continua a pensare che la Tripcovich andrebbe rasa al suolo, dato che deturpa il paesaggio del principale punto di accesso della città).
      Sul discorso-Verdi non credo il Comune possa tecnicamente mettere online i salari, che saranno alti per alcuni, bassi per altri. Il punto che sollevi rispetto al finanziamento pubblico ai teatri è in realtà molto complesso. Riguarda i tagli al FUS, riguarda il dibattito sul valore della cultura, riguarda le persone il cui lavoro è produrre cultura. Sull’entità dei finanziamenti si può certamente discutere, non credo però sia un privilegio per pochi nel momento in cui gli spettatori, specialmente in una città come la nostra, sono tanti (e te lo dice uno i cui gusti musicali sono molto diversi da classica e lirica) così come tante sono le persone che lavorano (pagate troppo o troppo poco? di questo si può discutere) nel campo teatrale, fattore di cui l’amministrazione ha il dovere di tener conto. In generale, sulla cultura, penso bisognerebbe avere il coraggio di rilanciare IN GENERALE. Non vedo, in altre parole, il Verdi come antagonista di chi propone musica rock.
      In cambio del conferimento della Tripcovich, per chiudere, il Comune continua a ricevere cultura – può piacere oppure no, ma cultura è – e nello specifico si è riusciti anche a concordare la clausola di utilizzo per le associazioni. Mi sembra che, in una situazione difficile, sia un risultato più che buono.

  • I contenitori | Pietro Faraguna

    […] ci siamo orientati verso una soluzione ben descritta dal collega Giovanni Barbo: all’atto di trasferimento della proprietà alla Fondazione Verdi, si contemplerebbe un […]

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