Le Commissioni e il Piano Regolatore

Approfitto di questa domenica di pioggia e vento per fare un po’ una carrellata su quanto si è discusso finora nelle Commissioni di cui faccio parte.

I Commissione Si è parlato della mozione di Un’Altra Trieste per l’intitolazione di una strada al “12 giugno 1945”, in cui Trieste venne liberata dall’occupazione jugoslava. Su questo punto concordo pienamente con il collega consigliere Patrick Karlsen quando chiede che prima venga portata a compimento la richiesta di intitolazione al “30 aprile 1945”, giornata dell’insurrezione antitotalitaria del CLN che affermò le ragioni dell’italianità democratica e della democrazia. Si è, poi, affrontata la mozione presentata da Paolo Bassi (IDV) e Paolo Menis (Lista 5 Stelle) e riguardante l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale. In particolare, con questa mozione si chiede di intervenire presso la Regione perché vengano erogate le prestazioni per diagnosticare e correggere le anomalie venose anche nei pazienti con sclerosi multipla. Sul tema è stato chiesto un ulteriore approfondimento, in sostanza l’oggetto di discussione è la correlazione (o meno) tra le due patologie. Finora gli interventi degli altri consiglieri sono stati molto tecnici (molti miei colleghi sono medici o operano in ambito sanitario, sono quindi molto più preparati del sottoscritto su questa specifica materia…).

II Commissione Una delle mozioni che, finora, hanno generato più spunti di dibattito, è quella presentata da Un’Altra Trieste e che propone la riduzione del canone di occupazione del suolo pubblico per i pubblici esercizi che promuovano la musica in acustico dal vivo. Mi sono sentito di condividere pubblicamente lo spirito della mozione, evidenziando in particolare quali potrebbero essere la funzione culturale e quella sociale di un incentivo in questo senso. Funzione culturale nel senso di moltiplicare gli spazi di espressione per le numerose realtà musicali di qualità che Trieste ha la fortuna di avere e che spesso fanno difficoltà a trovare posti in cui suonare. Funzione sociale qualora, come auspico, l’incentivo riguardasse in misura maggiore le periferie, che in tal modo potrebbero diventare nuovi palcoscenici e avrebbero una marcia in più in quella rivitalizzazione dei rioni che è al centro del nostro programma. Ovviamente tutto ciò dovrebbe essere fatto in misura sostenibile dalle casse comunali, che avrebbero un introito minore, ma le ricadute potrebbero essere notevoli. Il punto, infatti, è innescare dei meccanismi che rimettano in moto la città, e in questo senso credo si possa fare una valutazione su quello che è a tutti gli effetti un investimento. Qualcuno, legittimamente, ha espresso perplessità a proposito, soffermandosi sull’aspetto economico, ma credo sia necessario avere una visione d’insieme ed includere, nell’analisi costi-benefici, anche quelle conseguenze su altri piani – culturale, sociale, ecc. – che sono fondamentali nella visione di prospettiva.

V Commissione La riapertura dell’emeroteca (chiusa, lo ricorderete, in seguito alla fuga di formaldeide dalla vasca del celacanto) è stata, più che una conseguenza della mozione presentata dal centrodestra, una risposta migliorativa dell’Assessore alla Cultura Mariani alla numerosa utenza della sede di piazza Hortis. L’Assessore, infatti, ha ampliato il discorso con la riapertura del servizio nella sede di via Madonna del Mare e con l’offerta di un nuovo, già apprezzatissimo luogo di consultazione di quotidiani e periodici nella sede di Palazzo Gopcevich. C’è, poi, stata l’audizione di alcune rappresentanze sindacali del Teatro Verdi, nel corso della quale sono stati affrontati i problemi – economici e non – che attraversa la Fondazione, e che sono in larga parte dovuti al taglio del FUS (oltre 3 milioni rispetto ai 4 totali di “buco”). Diverse sono le possibili strategie, anche su questo ci saranno approfondimenti.

Chiudo con qualche battuta sull’argomento del momento: la discussione sul Piano Regolatore, negli ultimi giorni, è stata spesso e volentieri ospitata sulle pagine de Il Piccolo. Non entro nel dettaglio, ma mi sento di ripetere alcune delle cose che già il nostro Sindaco ha fatto notare in merito: 1) Le salvaguardie sarebbero cadute anche se la variante 118 fosse stata approvata entro il 6 agosto: una cosa, infatti, è l’approvazione, altra l’entrata in vigore, per la quale – calcolati i tempi degli iter necessari – sarebbero trascorsi altri 2-3 mesi. La responsabilità della caduta delle salvaguardie, quindi, è da far risalire alla precedente maggioranza, che per evitarla avrebbe dovuto approvare il piano entro febbraio. 2) I progetti sbloccati dalla caduta della 118 sono per la maggior parte piani particolareggiati che devono riprendere un iter molto lungo e ripassare per il Consiglio Comunale. Questo è quanto, per il momento!

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Informazioni su giovannibarbo

Consigliere Comunale nel Partito Democratico Vedi tutti gli articoli di giovannibarbo

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