Casette dell’acqua, tram dei libri e biciclette in zona pedonale

Lunedì scorso un’altra seduta del Consiglio Comunale senza delibere, indice della (non) produttività di questa giunta che molto annuncia e poco fa.

Abbiamo, quindi, discusso, le mozioni ancora in calendario e tra queste è stata approvata quella con cui ho richiesto di valutare l’installazione di nuove casette dell’acqua in particolare in zone che ne sono sprovviste e che potrebbero beneficiare anche dal punto di vista sociale di un punto di ritrovo accanto ad esse, ad esempio San Luigi e i borghi del Carso.

E’ stata, invece, inspiegabilmente bocciata la mozione con cui chiedevamo un impegno formale per una sede adeguata del “Tram dei libri”: il Sindaco la settimana scorsa ha rassicurato la circoscrizione, tuttavia un voto del Consiglio avrebbe rafforzato nella forma e nella sostanza la sua promessa. L’importante è che la situazione si risolva, peccato tuttavia che anche questo episodio dimostri la scarsa volontà – pur con qualche eccezione – di riconoscere un ruolo all’opposizione.

Fra i temi affrontati nella serata, quello delle biciclette nelle zone pedonali, dove la mozione che abbiamo presentato è stata votata a maggioranza ed è stata così scongiurata l’ipotesi di divieto d’accesso caldeggiata da parte del centrodestra: pur riconoscendo l’opportunità di una maggior attenzione da parte dei ciclisti quando si trovano in compresenza di pedoni, riteniamo totalmente sbagliato vietare il loro accesso nelle zone pedonali, a maggior ragione viste le numerose azioni da intraprendere per incentivare la ciclabilità.

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Le leggi per i diritti della persona e il ruolo del Comune

Talvolta accade che vengano presentate delle mozioni di fronte alle quali la reazione di qualcuno è: “Sì, vabbè, ma cosa c’entra il Comune?” Una domanda che può anche aver senso, ma che più di qualche volta viene utilizzata dai consiglieri (da una parte e dall’altra) perché si vuole cercare di svicolare e non prendere posizione sul tema in questione. Ricordo bene quando, nello scorso mandato, furono presentate mozioni per l’istituzione del registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. La reazione di qualcuno fu più o meno quella di cui sopra, nel senso che c’era chi contestava l’istituzione del Registro – avvenuta nel 2014 nel Comune di Trieste – sostenendo che la materia era di competenza del Parlamento, e non aveva quindi scopo muoversi prima che venisse approvata una legge. Credo, invece, che anche noi – nel nostro piccolo rispetto a quanto fatto ad esempio dai Radicali o dall’Associazione Luca Coscioni – oltre a dare uno strumento a chi voleva depositare la DAT, abbiamo contribuito a diffondere quella consapevolezza sul tema e pure a sfatare certi timori o certi apriorismi che erano e sono alla base della rigidità di qualcuno sul tema. Ieri è arrivato il sì alla legge sul biotestamento, ed è stato un punto di arrivo importante, ma anche un punto di partenza per altre battaglie ancora aperte sui diritti della persona.

Nelle scorse settimane abbiamo ritenuto di presentare una mozione per ottenere una rapida approvazione della riforma della disciplina sulla cittadinanza – meglio nota come “ius soli” anche se comprende tutta una serie di aspetti che abbiamo cercato di riassumere nel documento che trovate qui. Lo abbiamo fatto anche su stimolo di forze sociali e soggetti politici diversi dal PD ed oggi non rappresentati in Consiglio Comunale, lo abbiamo fatto con convinzione perché riteniamo che anche in questo caso la battaglia vada portata avanti a tutti i livelli, e sia in primo luogo necessario fare opera di conoscenza della riforma attualmente bloccata al Senato. Nel corso delle due sedute di commissione in cui la mozione è già stata discussa c’è stato modo di fare chiarezza su alcuni aspetti e di smontare i motivi di chi la boccia aprioristicamente con il timore di presunte invasioni o confondendo strumentalmente la questione con quella dei richiedenti asilo. La speranza che la riforma possa essere votata prima della fine della legislatura non è ancora tramontata, ad ogni modo credo che non sia tempo perso quello impiegato ad aumentare la consapevolezza del ruolo che questa riforma può avere per l’integrazione e la piena parità dei diritti dei bambini che nascono nel nostro Paese o che frequentano le nostre scuole.

Da ieri c’è qualche speranza in più che anche questo percorso possa avere un suo buon esito.


No al metanodotto e al rigassificatore, una sede per il Tram dei libri, l’uso di Piazza Unità

E’ passato più di un mese e le cose da dire sarebbero tante…

Prima le buone notizie: abbiamo presentato una mozione contro la realizzazione del metanodotto, strettamente connessa alla realizzazione del rigassificatore. Visto il tema, non abbiamo voluto farne strumento di bandiera, ma abbiamo chiesto e ottenuto la firma di tutti i capigruppo. Alla fine la mozione è stata votata all’unanimità e il Comune è intervenuto formalmente ad adiuvandum rispetto al ricorso già presentato dalla Regione, ribadendo così il NO della città al rigassificatore.

Altre cose vanno meno bene: giace ancora nel limbo la mozione che abbiamo presentato affinché il Comune si impegni formalmente a trovare una soluzione adeguata in termini di sede dove mantenere le funzioni di biblioteca e punto lettura svolte dal Tram dei libri. Dopo la richiesta di congelarla e il rifiuto di anticiparne la votazione c’è stato un ulteriore approfondimento sul tema in Commissione, nel corso del quale è stato sostanzialmente ribadito che per le esigenze di spazi del presidio della Polizia Locale gli spazi a disposizione del Tram dei libri verranno fortemente ridimensionati. Spero ancora ci sia un ripensamento…

Ho appena presentato, invece, un’interrogazione sui criteri per la concessione di piazza Unità. Non sono pregiudizialmente contrario ai mercatini in quella location, anche se sarei più dell’idea di lasciarla vuota o se proprio si vuole sperimentare per un anno riempirla del tutto… ad ogni modo il tema è appunto: in base a cosa la piazza viene concessa ed utilizzata? Dato che esiste una delibera ed esistono dei precedenti, ho presentato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione chiarezza: quali sono i criteri per cui sono state date delle risposte positive e negative? Tanto per fare un paio di esempi dei mesi passati, è stata concessa per una manifestazione politica contro la Ferriera ed è stata invece negata per una manifestazione per la pace del Comitato Danilo Dolci. Ho chiesto in quale atto si possono trovare i riferimenti e criteri di selezione delle domande, dato che la delibera attualmente in vigore dice che la piazza “può essere concessa per manifestazioni di alto carattere istituzionale e per grandi eventi culturali, oppure per eventi significativi (saggi di società sportive, partenze e arrivi di gara, manifestazioni) di breve durata”.

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foto di Luca Bressan


Casette dell’acqua e aggiornamento su tesserino identificativo TriesteTrasporti

La settimana scorsa in commissione ho illustrato la mozione in cui chiedo – considerato il successo riscontrato dall’installazione delle “casette dell’acqua” in tre postazioni cittadine e considerato che queste sono diventate anche dei luoghi di socializzazione tra i numerosi utenti – di valutare, assieme all’Ente Gestore, la possibilità di collocare una “casetta dell’acqua” nei rioni che attualmente ne sono sprovvisti, in particolare quelli che hanno maggior carenza di spazi di ritrovo e di socializzazione all’aperto. Un esempio è San Luigi, nello spazio all’ingresso al Bosco Farneto in prossimità della via Chiadino: si tratta di uno spazio molto frequentato sia dai residenti della zona sia da altre persone che lo utilizzano per accedere al Parco, al tempo stesso si trova in un rione privo di una piazza o di un luogo di incontro, che potrebbe quindi beneficiare della collocazione di una casetta dell’acqua. Anche lo spazio ad Opicina in prossimità del centro civico potrebbe convenientemente ospitarne una, come altre zone dell’altipiano. Sono alcune possibilità, e mi ha fatto piacere constatare – oltre alla condivisione degli altri consiglieri – che l’Assessore abbia mostrato disponibilità di incorporare anche questi suggerimenti, oltre a quelli arrivati dalle Circoscrizioni, nel lavoro che sta portando avanti per poter installare, nel 2018, altre casette dell’acqua nello stesso territorio: un esperimento iniziato nel 2014 che si è rivelato buona pratica e che ha superato anche lo scetticismo di chi, al tempo, ne criticava la partenza.

Sempre la settimana scorsa, abbiamo anche approfondito il tema che avevamo sollevato con la mozione sul tesserino di Trieste Trasporti. Rimane la mia perplessità sul fatto che non venga più concessa l’opzione di esibire, anziché il tesserino identificativo, un documento di identità, come pure sulla decisione di chiedere un pagamento di 5 euro a chi richiede il tesserino online. Vediamo come andrà, adesso, la discussione della mozione in aula.

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nella foto, lo spazio all’ingresso del Bosco Farneto dove potrebbe trovare collocazione una casetta dell’acqua


Viabilità di Cattinara e tesserino identificativo di Trieste Trasporti

Si avvicina l’avvio dei lavori per una delle opere pubbliche più importanti degli ultimi decenni per il territorio triestino e regionale: la nuova cittadella della salute, con lo spostamento del Burlo a Cattinara che consentirà un più efficiente funzionamento delle due strutture ospedaliere. Lavori di dimensioni notevoli per ovvi motivi comporteranno un flusso veicolare importante che va ad aggiungersi a quello di dipendenti dell’ospedale e di utenti: fondamentale, quindi, che tutti gli enti coinvolti facciano la propria parte. Per questo come consigliere comunale ho ritenuto doveroso seguire con attenzione i passaggi che anticipano e accompagnano il cantiere in termini di viabilità: l’ASUITS nelle scorse settimane ha illustrato alcuni aspetti dell’operazione e gli uffici comunali stanno predisponendo gli accorgimenti del caso per quanto riguarda la strada di Fiume e la via Forlanini – rispondendo anche ad una mozione che avevo presentato per la realizzazione di una rotatoria tra via Forlanini e via Marchesetti. Un ulteriore fondamentale tassello sarà la realizzazione della strada che congiungerà il termine della via Valdoni, dove oggi si trova il parcheggio del polo cardiologico, e la via Alpi Giulie: a questo proposito ho presentato un’interrogazione per conoscere le tempistiche della sua realizzazione, tenuto anche conto che il Comune deve convocare la conferenza dei servizi a seguito della convenzione tra Comune e ANAS siglata alla fine di agosto. Conto che, per l’interesse della collettività, si coordinino al meglio la realizzazione dei lavori per la nuova cittadella della salute e la modifica della viabilità per una fruizione agevole da parte di dipendenti ed utenti dell’ospedale.

Passando ad un tema più “di dettaglio” ma pur sempre di impatto per i cittadini, dal primo settembre è entrato in vigore l’obbligo del tesserino identifico di Trieste Trasporti per tutti gli abbonamenti. Ho notato qualche incongruenza e incoerenza: l’informazione sull’obbligatorietà non è chiara né sulle tessere cartacee né sul sito internet di Trieste Trasporti, viene penalizzato chi richiede il tesserino online e la richiesta del tesserino viene fatta a tutti laddove la delibera regionale parla di obbligatorietà solo per gli abbonamenti annuali. Per questo motivo ho presentato ieri in commissione la mozione che ho scritto assieme al collega Marco Toncelli e mi ha fatto piacere che, in linea di massima, gli impegni contenuti nella mozione abbiano trovato un’ampia condivisione anche da parte delle altre forze politiche. Auspico, quindi, si possa ottenere qualcosa che migliori e incentivi la fruizione del già ottimo servizio di trasporto pubblico della nostra città.

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le norme di validità attualmente riportate dietro la tessera di abbonamento mensile alla rete di Trieste Trasporti: come si vede il tesserino è alternativo, e non sostitutivo, rispetto ad un valido documento d’identità


Cultura e “grandi” eventi

Il Piccolo ha ospitato nelle scorse settimane una serie di interventi su cultura e “grandi” eventi. Il 23 settembre il quotidiano ha ospitato la mia prospettiva: qui sotto il testo completo dell’intervento, che avevo ridotto per motivi di spazio ai fini della pubblicazione.

“Nei giorni scorsi Il Piccolo ha ospitato alcuni interessanti interventi sulla connessione tra la letteratura, la cultura, la città e il suo sviluppo. In particolare, si è partiti dall’ormai annosa questione del “grande evento”.

Ma cosa significa, davvero “grande evento”? A cosa si riferisce l’aggettivo “grande”? Se si riferisce al richiamo di pubblico, Trieste negli ultimi anni di grandi eventi culturali ne ha avuti più di uno: i concerti di Bruce Springsteen e Pearl Jam allo stadio, ma pure quelli di Green Day e Iron Maiden in Piazza Unità, sono stati in grado di attrarre nella nostra città decine di migliaia di persone (per quanto riguarda gli Iron Maiden anche un pezzo del nuovo DVD è stato registrato a Trieste, come ripreso da varie testate), venute qui per con il preciso scopo di assistere alla performance della band di turno. Ciò ha significato indotto per il settore ricettivo, per quello della ristorazione, per gli esercizi commerciali. Difficile pensare, pure in termini di sostenibilità del budget, ad occasioni simili in cui il privato si accolla il rischio d’impresa e gli enti locali collaborano in termini di logistica e di agevolazioni – penso ad esempio alla formula Music&Live messa in campo dalla Regione, con la possibilità di prenotare camere d’albergo in regione ed ottenere in cambio l’accesso gratuito ad un concerto. E spiace pure constatare che la strada dei grandi concerti rock non verrà percorsa – a meno di sorprese – dall’attuale amministrazione comunale: è vero che le normative sulla sicurezza rendono tutto più difficile e oneroso, ma questo vale a Trieste come in qualsiasi altra città italiana. Suona un po’ come un allenatore che giustifica la brutta prestazione della propria squadra perché il campo era pesante: non lo era, forse, anche per la squadra avversaria?

Di grandi eventi culturali Trieste ne ha anche altri: da quelli che durano tutto l’anno come le stagioni teatrali – di pubblico da fuori città per i musical o per l’opera, solo per fare due esempi, ne arriva eccome – a quelli concentrati nel tempo come i festival del cinema di livello internazionale. Quello che servirebbe, semmai, sarebbe un più efficace raccordo con il tessuto economico cittadino e con il comparto del turismo: così potrebbero crescere ancora e il territorio potrebbe beneficiare maggiormente di quelli che di fatto sono nomi, contenuti culturali, manifestazioni che già esistono ed hanno un proprio budget, anziché partire da zero e mettersi faticosamente a cercare risorse per qualcosa di diverso.

Anche se si vuol parlare realisticamente di un grande evento di carattere letterario, sarebbe opportuno partire dall’esistente e sistematizzarlo: da ciò che celebra ed approfondisce una tradizione letteraria con pochi rivali in termini di “densità” (penso ai musei dedicati a Svevo e Joyce ma pure ai caffé storici e agli itinerari letterari) a quelle che sono possibili intersezioni con l’attualità e con l’impresa (editoria ma pure strutture e infrastrutture del turismo, per non parlare di possibili incroci con altre discipline). Servirebbe, in altre parole, una “regia” in grado di mettere assieme pubblico e privato: altrove si è capaci di tradurre in turismo anche di massa capitale e fermento culturale di molto inferiori. È una sfida che può portare molto alla nostra città.”

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Mozioni e interrogazioni “estive”

Sono passati diversi mesi dall’ultimo post: di mezzo c’è stata l’approvazione di un bilancio senza che nessun emendamento del Consiglio venisse approvato, la ratifica di un assestamento di bilancio senza la possibilità di presentare emendamenti, la non-risposta alla stragrande maggioranza delle interrogazioni presentate dall’opposizione. Non un bel clima, insomma, a prescindere da come uno si posizioni politicamente. In mezzo, pure le assurde modifiche al Regolamento “movida” che puniscono tutti gli esercenti e non risolvono i problemi dei residenti.

Per quanto riguarda la mia attività in Consiglio, ho presentato una mozione per la salvaguardia e la valorizzazione della pasticceria Pirona, interrogazioni sul mercato di Piazza Sant’Antonio e sulla decisione di non concedere più Piazza Goldoni per il mercato organizzato da Campagna Amica, un’interrogazione sulla viabilità a Cattinara in vista della partenza del cantiere per il nuovo polo ospedaliero. Di recente, assieme ai colleghi del centrosinistra abbiamo presentato una richiesta di Consiglio Comunale straordinario sul Teatro Verdi alla luce della riduzione dei finanziamenti ministeriali. I testi dei vari documenti li trovate come sempre nella pagina “Documenti presentati”.

A brevissimo per aggiornamenti!